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Banche Spread Manovra

L'allarme delle banche sulla manovra

L'ad di Ubi Massiah: «L'impennata dello spread penalizza l'erogazione di credito». Il presidente di Abi Patuelli: «La crescita del differenziale danneggia l'Italia». Monito di Bankitalia.

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L'impennata dello spread penalizza l'erogazione del credito, erodendo i coefficienti di capitale e rendendo difficoltoso il funding. «Per il sistema bancario minore è la dimensione dei coefficienti di capitale minore è la leva per fare erogazione», ha detto il ceo di Ubi, Victor Massiah, secondo cui «più gli investitori istituzionali hanno timore ad investire nel Paese più il funding diventa complesso». «Oggi il funding non è un emergenza ma tutti devono essere consapevoli dei meccanismi e delle conseguenze».

L'ALLARME DI PATUELLI DI ABI

«L'ulteriore crescita dello spread peggiora le prospettive degli equilibri dei conti pubblici e complica le attività produttive tutte e gli investimenti delle famiglie e delle imprese», ha detto il presidente dell'Abi Antonio Patuelli in una dichiarazione dove auspica «un più costruttivo confronto fra Autorità italiane ed europee per superare questo clima dannoso all'economia». «Non si può rimanere indifferenti di fronte alla ulteriore crescita dello spread e non ci si deve abituare a ciò che spingerebbe l'Italia indietro rispetto alla ripresa», ha aggiunto.

BANKITALIA: «L'EFFETTO DELLA MANOVRA DIPENDE ANCHE DAI MERCATI»

«L'efficacia delle politiche di bilancio nel sostenere l'economia dipenderà anche dal mantenimento della fiducia dei risparmiatori e degli investitori nei confronti del percorso di risanamento delle finanze pubbliche», è quanto afferma la Banca d'Italia nel bollettino economico secondo cui «la manovra determinerebbe, nelle valutazioni ufficiali, un significativo stimolo all'economia» e «l'effettiva intensità di questi effetti dipenderà dal disegno, dalla tempistica e dalle modalità di attuazione delle misure». «I mercati finanziari italiani sono stati interessati da forti tensioni, connesse con l'incertezza degli investitori sull'orientamento delle politiche economiche e finanziarie», continua il bollettino economico, dove fra i fattori dello spread indica i «valori elevati della differenza tra il premio sui credit default swap dei titoli sovrani italiani stipulati dopo il 2014, che offrono protezione anche da una ridenominazione dei titoli in una valuta differente, e quello sui CDS stipulati precedentemente, che invece non offrono tale forma di protezione».

19 Ottobre Ott 2018 1429 19 ottobre 2018
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