Def E Manovra
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Multe Stradali Condono Fiscale Ultimissime 2018

La novità del "saldo e stralcio" e le altre sanatorie del condono

Salta il limite del 30% per chi ha dichiarato meno di 100 mila euro. Le ultimissime sul decreto fiscale rivisto dal governo dopo l'accordo fra Salvini e Di Maio.

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Il governo giallo-verde, dopo le polemiche e la presunta "manina" denunciata dal vicepremier Luigi Di Maio, ha trovato un compromesso al decreto-legge sulla pace fiscale. Si tratta di un mini condono, che si realizza con una dichiarazione integrativa, e riguarda un tetto preciso pari a un massimo di 30 mila euro per i contribuenti che fanno “nero”, ma hanno dichiarato meno di 100 mila euro. Altra novità - rispetto al precedente dl sul condono - riguarda il "saldo e stralcio" sulle cartelle di chi ha avuto difficoltà economiche, e i cui contenuti dovrebbero essere formalizzati in parlamento a breve. Ulteriore mutamento è la cancellazione delle mini cartelle sotto i 1.000 euro, la rottamazione Ter di tutte le cartelle, e due sanatorie ad hoc per le liti e per chi ha avuto solo un verbale di accertamento. Il condono fiscale che il governo ha messo in campo ha tante sfaccettature, alcune ancora non chiare, altre già definite con precisione nelle bozze, come la dichiarazione integrativa speciale che riduce gli effetti penali inizialmente previsti. Ecco le diverse sanatorie e per quali tipologie sono utilizzabili.

1. "SALDO E STRALCIO"

È l'ultima novità. Consente di abbattere, e di molto, quanto dovuto al Fisco per cartelle non pagate. Ma solo per chi versa in difficoltà economiche. Per ora la proposta in campo - elaborata dal sottosegretario alle infrastrutture (Lega) Armando Siri - indirizza questo "perdono" a prezzi stracciati soltanto a chi ha basso reddito o problemi di liquidità. Sono tre le aliquote: al 6%, 10%, 25%, e si declinano in modo diverso per le persone e per le società. Per le persone fisiche si applicano a chi ha un Isee sotto i 15 mila euro, tra 15 mila e 22 mila euro e tra 22 mila e 30 mila euro. Per le società se hanno debiti superiori al 20% del valore della produzione e un indice di liquidità inferiore a 0,3%, tra 0,3 e 0,6%, tra 0,6 e 0,8%. Ma chi ha già in corso la rottamazione? Può aderire al condono - se rientra nei criteri - ma solo per gli importi non ancora versati.

2. INTEGRATIVA, PER CAMBIARE VECCHIE DICHIARAZIONI

È il condono che riguarda gli importi celati al fisco negli ultimi cinque anni e che consente di adeguare quanto non denunciato al fisco con una integrazione "speciale", ma non senza paletti. Certo, non è più possibile condonare alcuni reati come il riciclaggio e l'autoriciclaggio, o le imposte che si versano sugli immobili e sui capitali detenuti all'estero. La sanatoria comprende solo chi ha già presentato una dichiarazione, e può aumentare il valore del reddito al massimo del 30%, con un tetto complessivo di 100 mila euro l'anno. Doppia soglia che però non vale per chi ha dichiarato meno di 100 mila euro, ma che può comunque sanare fino a 30 mila euro di imponibile non dichiarato. Su questi redditi emersi si paga una tassa del 20%.

3. ROTTAMAZIONE TER, PER CARTELLE E MULTE

Per chi ha cartelle da pagare, ma non rientra nei criteri per il "saldo e lo stralcio" arriva una versione "ter" della rottamazione. La cartella si può pagare senza sanzioni e interessi con 10 rate spalmate in cinque anni. Questo rende la nuova sanatoria più conveniente delle vecchie rottamazioni. Vale anche per chi ha aderito alla rottamazione bis, che però deve versare le rate previste per il 2018 e può diluire quelle da pagare nel 2019.

4. LO "STRALCIO" SULLE MINI CARTELLE

L'annullamento automatico per le mini-cartelle, quelle di importo inferiore ai 1.000 euro, emesse tra il 2000 e il 2010. Non è cosa da poco visto che impatta sul 53% dei contribuenti con vecchie cartelle non pagate. Ma la convenienza è del fisco che abbandona meccanismi di recupero costosi per ottenere piccoli importi.

5. CHIUSURA SULLE LITI

La regolarizzazione delle liti è ancora un'altra fattispecie: si vuole smaltire il contenzioso nelle commissioni tributarie, consentendo al contribuente di ridurre quanto dovuto. In particolare è previsto che il contribuente possa pagare solo il 20% del dovuto, chiudendo subito la causa con il fisco, se ha vinto in secondo grado o dimezzare il dovuto in caso di vittoria in primo grado.

6. SANATORIA FLASH, DAI VERBALI AGLI ACCERTAMENTI

Ci sono anche delle sanatorie flash. È possibile mettersi in regola da subito per chi, dopo un controllo, ha ricevuto un verbale di constatazione: deve ripresentare la dichiarazione ma non paga sanzioni e interessi. Queste due voci non si pagano anche per gli avvisi di accertamento, di rettifica, di liquidazione o per gli atti di recupero notificati entro l'entrata in vigore del decreto legge, ma a patto che non siano stati contestati. Per aderire a quest'ultima sanatoria bisogna essere veloci e fare domanda entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto.

22 Ottobre Ott 2018 1130 22 ottobre 2018
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