Def:spread non riflette paese,scenderà

Ottobre in Borsa è il mese della paura: il grafico

Il lunedì nero del 1987, la crisi del 2008: storicamente sono i 30 giorni più difficili per i mercati e quest'anno non fa eccezione. Gli analisti di Dws: potrebbe essere un caso di panico, la profezia che si autoavvera. 

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Ottobre non è un mese facile per le Borse: lo ricorda Dws, gruppo Deutsche Bank, nel grafico settimanale pubblicato sul sito che mostra come la volatilità sui mercati abbia una fiammata in questo mese, se si prendono in considerazione i dati dal 1980 ad oggi ricavati dagli archivi di Bloomberg Finance. L'indice di volatilità, che mediamente si attesta intorno al 17%, nel mese di ottobre balza al 27%. Quest'anno non sembra fare eccezione: in Italia la caduta dei mercati e l'innalzamento dello spread (qui la sezione con le nostre dirette e i dati di oggi), mentre negli Usa lo S&P 500 nelle prime due settimane è sceso del 7% circa.

Ad aver causato il "balzo" di ottobre sono due anni in particolare: il 1987 e il 2008. Il 1987 è l'anno del lunedì nero: il 19 ottobre i listini americani persero in una sola seduta il 22,6%. Il 16 settembre del 2008, invece, è fallita Lehman Brothers, trascinando giù i mercati nelle settimane seguenti. «Non c'è da stupirsi che ottobre sia considerato il candidato più probabile per i crash - scrive Dws -. Ciò indica che per quanto riguarda l’ultimo momento di debolezza, potrebbe davvero essere semplicemente un altro attacco di panico temporaneo. È qualcosa di assolutamente normale. A volte, i mercati diventano nervosi, prima di calmarsi nuovamente».

LA PROFEZIA CHE SI AUTOAVVERA DELL'OTTOBRE NERO

Quest'anno, però, potrebbe esserci un altro fattore ad aver pesato. Storicamente, ricorda sempre Dws, lo S&P 500 ha visto un calo medio del 5% circa ogni due mesi. Nel 2017, invece, c'è stato solo un calo e l'ultima grande battuta d'arresto delle Borse si era reigistrata a febbraio. «Potenzialmente, l’attesa di sette mesi fino all'ultimo attacco di panico ad ottobre potrebbe effettivamente essere rassicurante. Per prima cosa, suggerisce che almeno fino a poco tempo fa, e almeno per quanto riguarda i mercati azionari statunitensi, gli investitori non erano così preoccupati per i fondamentali. Quando si parla di nervosismo del mercato di ottobre, non ci sono davvero spiegazioni teoriche particolarmente convincenti sul perché aspettarselo. Tale situazione è in netto contrasto con gli altri effetti da calendario esaminati nella letteratura accademica e indica un elemento di profezia che si autoavvera. Forse, gli investitori diventano nervosi e vigili in ottobre, semplicemente perché temono che gli altri possano farsi prendere dal panico».

22 Ottobre Ott 2018 1200 22 ottobre 2018
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