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Economia
26 Ottobre Ott 2018 1422 26 ottobre 2018

Entro il 2021 500 mila dipendenti pubblici verso quota 100

Rapporto Cgil: nel settore pubblico un dipendente su 4 ha tra 58 e 67 anni. Nel 2019-2021 potrebbero accedere al pensionamento con 62 anni di età.

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In un'Italia che invecchia, aumenta l'età media dei dipendenti pubblici e aumentano quelli che potranno nel prossimo triennio usufruire della quota 100 per andare in pensione. Nel 2019-2021, circa 500 mila dipendenti saranno ultrasessantenni e molti potrebbero accedere al pensionamento con 62 anni di età, creando problemi che potrebbero mandare in tilt alcuni settori, come la sanità dove potrebbero essere 221.345 i dipendenti «in uscita». È quanto emerge da uno studio presentato al congresso della Cgil Funzione Pubblica Roma e Lazio.

NEL 2016 UN DIPENDENTE PUBBLICO SU 4 HA TRA I 58 E I 67 ANNI

Nel 2016, il 39% dei dipendenti pubblici, ovvero quasi uno su 4, ha età compresa fra 58 e 67 anni, mentre meno del 10% dei dipendenti è Under 40 e il 36% ha tra i 45 e i 54 anni. Il «rischio pensionamento» preoccupa in particolare per i servizi di assistenza sociale, sanitaria e all'infanzia nonché della vigilanza urbana, a causa del «prevedibile impatto negativo sul livello delle prestazioni vitali verso i cittadini», spiega il rapporto. Nel Sistema sanitario nazionale, in particolare il rischio è di una riduzione del -34,1% di personale per pensionamento con punte che nel Lazio potrebbero arrivare al 37,4%. Numeri a fronte dei quali, conclude il rapporto «è atteso e indispensabile un piano di assunzioni».

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