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Economia
29 Ottobre Ott 2018 1454 29 ottobre 2018

Fideuram vara il fondo istituzionale aperto ai clienti private

Dura 10 anni e ha una soglia d’ingresso di 100mila euro ed investe sui mercati privati globali con un portafoglio Multi-asset ampiamente diversificato. Rendimento tra il 6 e il 9%. Si può aderire fino al 14 dicembre, nelle filiali Fideuram e Intesa Sanpaolo Private Banking.

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In Italia non esisteva un fondo rivolto a clienti privati con le opportunità riservate agli investitori istituzionali. Le operazioni in private equity, mercato immobiliare, infrastrutture e debito privato, erano un campo esplorato solo da fondi sovrani o comunque da realtà dotate di ingenti patrimoni. Oggi però non è più così, da quando esiste il fondo FAI, Fideuram Alternative Investments Mercati Privati Globali. L’idea è di Fideuram Investimenti, società di asset management di Fideuram - Intesa Sanpaolo private banking. «Gli investimenti sui mercati privati illiquidi erano tipici dei grandi investitori istituzionali, con elevati importi d’ingresso e regole d’ingaggio particolari», spiega Federico Marzi, Head of Business Development di Fideuram Investimenti, «noi invece abbiamo voluto essere accessibili anche ai privati. Il nostro è un fondo chiuso non riservato, autorizzato da Banca d’Italia e di diritto italiano, con una soglia di ingresso da 100mila euro. Funziona con un meccanismo che evita richiami di capitale ed è operativo da subito, con un unico pagamento iniziale».

COME FUNZIONA: DURATA 10 ANNI, RENDIMENTO 6-9%.

Attualmente il fondo è in collocamento sulle reti Fideuram, Sanpaolo Invest e Intesa Sanpaolo Private Banking, ed è possibile aderire entro il 14 dicembre. Il progetto nasce dalla collaborazione con Partners Group, società di consulenza che gestisce nel mondo patrimoni per oltre 78 miliardi di dollari: specialista nell’individuare imprese private sulle quali puntare. La durata prevista dell’investimento è di 10 anni, più 3 eventuali come tempo di completamento delle dismissioni. Al quarto anno ha inizio la distribuzione dei capitali, al settimo si prevede il ritorno dell’investimento iniziale. Il rendimento prospettato è compreso tra il 6 e il 9%. «Il fondo investe nell’economia reale, quindi le sue performance dipendono da come andranno le aziende su cui si deciderà di puntare, che saranno almeno 40-50, individuate in varie parti del mondo», fa notare Marzi, «e non in base all’andamento dei mercati finanziari o, per esempio, dello spread italiano. L’unico vero vincolo è che l’investitore deve dedicare una parte del suo patrimonio su un investimento di lungo termine, proiettato alla creazione di valore, e non legato all’andamento della trimestrale come avviene per le aziende quotate».

Federico Marzi

SETTORI D’INVESTIMENTO.

Il FAI si propone d’investire in aziende e di medie dimensioni e ad alto potenziale di crescita. Nell’ambito di un portafoglio molto diversificato, con l’obiettivo di cogliere le migliori opportunità in tutto il mondo. Sì, ma in quali settori? Come già anticipato, si concentrerà su partecipazioni in società non quotate in borsa, operazioni immobiliari, infrastrutture, debito privato non collocato sui mercati pubblici. L’allocazione del capitale investito è dinamica ed efficiente: significa che la quota destinata a ciascun settore può cambiare in funzione delle dinamiche del mercato.

DOVE: IN EUROPA, NORD AMERICA E ASIA.

Anche la collocazione geografica degli investimenti è pensata in modo da ridurre i rischi attraverso la diversificazione. Si prevede, anche in questo caso, un’allocazione dinamica. Di base, però, FAI prevede di investire prevalentemente in Europa e in Nord America, con una percentuale minore sui mercati asiatici e nel resto del mondo. Ed è prevista una copertura del rischio di cambio per avere almeno il 75% del portafoglio espresso in Euro.

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