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Economia
30 Ottobre Ott 2018 1201 30 ottobre 2018

Lufthansa dice no a un ingresso in Alitalia con Ferrovie

Via libera dal cda all'offerta. La compagnia tedesca: «Una partnership è ancora possibile, ma senza il coinvolgimento del governo italiano». Guzzetti chiama fuori Cdp: «Non deve metterci un euro».

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Fs scende ufficialmente in campo per Alitalia: in serata il consiglio di amministrazione, riunitosi sotto la presidenza di Gianluigi Vittorio Castelli, ha deliberato di presentare l'offerta per l'acquisto dei rami d'azienda delle società Alitalia-Società Aerea Italiana e Alitalia Cityliner. Ma, ancor prima che Fs facesse il passo, il governo ha raccolto una raffica di no al suo disegno, per altro basato su presupposti di sinergie molto deboli. «Una partnership con Alitalia è ancora possibile», ma Lufthansa «non ha in programma di investire nella compagnia insieme al governo» italiano. È quanto ha precisato la società tedesca, secondo quanto riferito da Bloomberg. La presenza dello Stato, attraverso Ferrovie, viene dunque vista come un ostacolo all'acquisizione: «Sicuramente non saremo interessati ad essere co-investitori con il governo in una compagnia che ha bisogno di essere ristrutturata", ha spiegato l'amministratore delegato Carsten Spohr, nel corso di una conference call: «Come voi abbiamo bisogno di vedere quello che ha in mente il governo» italiano, ha spiegato. Ma non è l'unico no: ostacoli anche da parte di Cdp, mentre Eni e Leonardo escludono categoricamente di poter essere della partita.

IL GOVERNO POTREBBE ALLUNGARE I TEMPI DELLA GARA

Teoricamente, il 31 ottobre si sarebbe dovuta concludere l'amministrazione straordinaria della ex compagnia di bandiera e conclusa la vendita. Ma stante la mancanza di una road map ben definita, il governo starebbe pensando di allungare i tempi della gara ai primi mesi del prossimo anno proprio per consentire una scelta ponderata del partner industriale che dovrebbe poi affiancare le Ferrovie nella gestione della newco Alitalia. Intanto fioccano le smentite: Leonardo, spiega un portavoce, non ha e non prevede di avere alcun ruolo sul dossier Alitalia. «Non siamo stati coinvolti in alcuna operazione su Alitalia e l'ipotesi di un nostro ingresso nella compagnia è priva di fondamento» spiega un portavoce di Eni.

GUZZETTI CHIAMA FUORI DALLA PARTITA CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Ma soprattutto, il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti, a margine della presentazione del rapporto sul risparmio curato dall’associazione, ha ribadito che a suo avviso Cassa depositi e prestiti deve restare fuori dalla partita: «L'ho detto e lo ripeto, è diventato un ritornello e sul punto siamo rigidissimi. In Alitalia la Cdp non deve mettere un euro per nessuna ragione. Siccome si vota a maggioranza qualificata, il sistema delle fondazioni mi ha già dato mandato di dire che noi non voteremo investimenti in Alitalia». In Cdp le fondazioni possiedono il 15,9% del capitale.

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