Alitalia Offerte Acquisto
Economia
31 Ottobre Ott 2018 2015 31 ottobre 2018

Quali sono le offerte per l'acquisto di Alitalia

I potenziali compratori dell'ex compagnia di bandiera sono Ferrovie, Delta e EasyJet. I tedeschi di Lufthansa non si sono fatti avanti.

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Le offerte sono sul tavolo, ma la partita vera per Alitalia inizia ora. In campo c'è Ferrovie dello Stato, il player voluto dal governo per dare forma al proprio progetto di rilancio. Ma ci sono anche EasyJet, che ha partecipato alla procedura di vendita fin dalle sue prime fasi; e l'americana Delta, con cui i commissari avrebbero lavorato molto in questi mesi. Adesso comincia la fase più difficile, quella di mettere insieme le tessere del puzzle, con tanti nodi ancora da sciogliere e poco tempo a disposizione. Entro il 15 dicembre, infatti, vanno restituiti i 900 milioni più interessi del prestito ponte.

LE TRE BUSTE CHE I COMMISSARI DOVRANNO ESAMINARE

Le buste arrivate sul tavolo del notaio Nicola Atlante sono tre. Due offerte vincolanti e una manifestazione d'interesse non vincolante. La busta più importante e più attesa ha per mittente Ferrovie dello Stato, che il 30 ottobre ha avuto il via libera del cda a farsi avanti per rilevare i rami d'azienda Alitalia-Sai e Alitalia Cityliner. L'offerta stabilisce che venga fatto un piano industriale nel corso di una confirmatory due diligence, condizione essenziale dell'operazione per individuare soggetti privati e istituzionali interessati. Contemporaneamente Fs si riserva di costituire una società anche con la compartecipazione di un primario vettore aereo. Per tutelarsi, tuttavia, le Ferrovie avrebbero indicato che, qualora non si configurasse questo disegno, l'offerta decadrebbe. Resta della partita, inoltre, EasyJet. La low cost inglese ha ribadito «la propria manifestazione di interesse per un'Alitalia ristrutturata». Sarebbe questa la seconda offerta vincolante, «in linea con i termini del processo di vendita avviato dal nuovo governo» e in «coerenza con l'attuale strategia di EasyJet per l'Italia». La manifestazione d'interesse non vincolante sarebbe invece dell'americana Delta. Esce di scena quidi Lufthansa, che aveva chiarito di non essere interessata a diventare socia del governo italiano «in una compagnia che ha bisogno di essere ristrutturata».

IL GOVERNO VUOLE UNA NEWCO CON UNA DOTE DI ALMENO DUE MILIARDI

Il progetto dell'esecutivo M5s-Lega è una newco con una dotazione di almeno 2 miliardi in cui far confluire, insieme a Fs, partner istituzionali e un altro vettore aereo. Tra le possibili società pubbliche da coinvolgere, tuttavia, si sono già sfilate Leonardo ed Eni, e su Cdp c'è la contrarietà delle Fondazioni. Sul ruolo di Fs è comunque fiducioso il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, mentre il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio ha assicurato che con l'offerta di Fs inizia un «grande cambiamento» per l'ex compagnia di bandiera. Le polemiche non mancano. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti avverte che con questo approccio «totalmente sballato», Fs rischia di accollarsi i debiti sacrificando l'impegno per i pendolari. E Fratelli d'Italia chiede al governo di riferire in Aula. Intanto arriva a soluzione, dopo una lunga giornata di trattative, il confronto tra azienda e sindacati sul rinnovo della cassa integrazione. Il regime è prorogato per altri cinque mesi, fino al 23 marzo 2019, per 1.360 dipendenti. Confermato anche il regime di ultrattività del contratto. Soddisfatti i sindacati, che parlano di passo importante e tornano a chiedere al governo di essere convocati per fare chiarezza sul futuro della compagnia.

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