Spread Btp Bund in calo a 190 punti
Spread e mercati
Riforma Banche M5s Lega Unicredit
Economia
31 Ottobre Ott 2018 1421 31 ottobre 2018

S&P ha tagliato l'outlook 11 banche italiane

Dopo il giudizio sull'Italia l'agenzia di rating ha calato la scure sugli istituti italiani. Pesa l'elevata volatilità dei listini dovuta al braccio di ferro tra il governo e l'Ue sulla manovra.

  • ...

S&P ha tagliato da stabile a negativo l'outlook su 11 banche italiane, in scia alla revisione del suo giudizio sull'Italia, confermando contestualmente il rating di altri 19 istituti. L'aumento della volatilità generato dalle crescenti preoccupazioni sul debito dell'Italia «potrebbe, nel lungo termine, limitare l'accesso delle banche a una raccolta all'ingrosso a costi ragionevoli». Ne deriva, si legge in una nota, che «se la pressione del mercato dovesse crescere ulteriormente e per un prolungato periodo di tempo, questo potrebbe erodere la già modesta redditività e il loro profilo di funding».

COLPITI I PRINCIPALI ISTITUTI DI CREDITO

Le banche colpite dal taglio dell'outlook sono Unicredit, Mediobanca, Intesa e le sue controllate Banca Imi e Fideuram, Fca Bank, Bnl, Dexia Creditop, MedioCredito Centrale e la filiale italiana di Bank Of New York Mellon, che dispongono tutte di un rating non inferiore a quello assegnato all'Italia. Risparmiate dalla revisione dell'outlook una serie di banche il cui rating è invece già inferiore a quello 'BBB' della Repubblica Italiana, come Ubi, Credem e Iccrea.

BANCHE ITALIANE PROTETTE DAL CUSCINETTO DELLA BCE

Fino ad ora le banche italiane hanno resistito alle turbolenze di mercato grazie al cuscinetto rappresentato dalla «abbondante liquidità» fornita loro dalla Bce, al netto della quale il sistema ha «una posizione verso l'esterno molto bassa», pari al 5% della raccolta. Negli ultimi due anni, infatti, le banche italiane si sono avvantaggiate dei prestiti Tltro II «allo scopo di contenere i loro costi di funding», aumentando però «la loro dipendenza da questa più economica e stabile fonte di raccolta» messa a disposizione dalla Bce.

ESPOSIZIONE VERSO L'EUROTOWER DI 250 MILIARDI

Alla fine di giugno 2018 «l'esposizione del settore italiano verso la Bce, la più alta in Europa, ammontava a 250 miliardi di euro», ha scritto ancora S&P. Con la maggior parte dei prestiti che verranno a scadenza nel 2020 e nel 2021 le banche italiane «devono aggiustare la loro strategia di funding nei prossimi mesi» e dovranno «rimpiazzare» i prestiti Bce «con altre forme di funding, o fare domanda di finanziamenti a breve termine della Bce». Sempre che Francoforte non «implementi misure per neutralizzare gli effetti della scadenza dei prestiti Tltro II».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso