Spread Btp Bund in calo a 190 punti
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Economia
31 Ottobre Ott 2018 1234 31 ottobre 2018

Visco dà l'allarme sullo spread per rischi a famiglie e imprese

Il governatore di Bankitalia avverte sugli effetti di un prolungato innalzamento del differenziale Btp-Bund. «Timori anche per uscita da Ue. Crescita all'1% nel 2019, poi calerà». 

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Allarme del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco per «le conseguenze gravi di un prolungato rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato» su banche e famiglie. Nell'intervento alla giornata del Risparmio, Visco ha sottolineato come «il loro incremento deprime il valore dei risparmi accumulati dalle famiglie» direttamente o indirettamente che detengono 100 miliardi di titoli pubblici mentre le banche e società a cui affidano i loro risparmi ne hanno 850 miliardi. Per le banche, ha spiegato, gli effetti si vedono «sull'aumento del costo della raccolta», caduta delle azioni (-35% da maggio). «Il rialzo dei tassi di interesse sui titoli di Stato si riflette negativamente anche sul bilancio pubblico e qualora non venisse riassorbito, l'incremento fin qui registrato provocherebbe, già dal prossimo anno, maggiori spese per interessi per circa 0,3 punti di Pil, oltre 5 miliardi», ha specificato ancora nella sua analisi. «L'aggravio», ha aggiunto, «salirebbe a mezzo punto nel 2020 e a 0,7 punti nel 2021. Ciò accrescerebbe l'avanzo primario necessario anche solo a stabilizzare il rapporto tra il debito pubblico e il Pil».

«PIL DESTINATO A CRESCERE SOLO DEL 1% NEL 2018»

Secondo Visco il Pil è destinato a crescere quest'anno dell'1%, calando ulteriormente nel 2019. «In Italia, in base alle più recenti
informazioni, la crescita del prodotto dovrebbe essere dell'ordine dell'1% quest'anno, per poi ridursi nel 2019, al netto degli effetti della manovra di bilancio». Soltanto un mese fa, nella nota di aggiornamento al Def, il governo stimava per quest'anno una crescita dell'1,2%. Un eventuale rallentamento della crescita già ora, renderebbe quindi ancora più complicato raggiungere il traguardo dell'1,5% ipotizzato dal governo nel 2019 grazie agli affetti della Manovra.

«IL FUTURO DELL'ITALIA NON PUÒ PRESCINDERE DALL'EUROPA»

«Vanno dissipate le incertezze sulla partecipazione convinta dell'Italia all'Unione europea e alla moneta unica, incertezze che alimentano la volatilità sui mercati finanziari», ha anche aggiunto il numero uno di Bankitalia, spiegando che «da queste condizioni dipendono la difesa del risparmio delle famiglie e la capacità di sostenere la crescita della nostra economia». «Il futuro dell'Italia non può prescindere da quello dell'Europa tutta», ha concluso Visco.

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