Crollo Ponte Morandi Genova
Crollo del ponte Morandi
Anac Autostrade Manutenzione
Economia
2 Novembre Nov 2018 1618 02 novembre 2018

Per l'Anac sulla concessione di Autostrade ci sono anomalie

L'Authority anticorruzione rivela discrepanze nei dati forniti sui lavori non appaltati all'esterno, che sarebbero stati sottostimati dal concessionario. Criticità anche nel settore della distribuzione del gas.

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L'Anac mette nel mirino le concessioni pubbliche e Autostrade in particolare. Secondo l'autorità nazionale contro la corruzione il settore dei concessioniari pubblici «ha fatto registrare una serie di fenomeni potenzialmente sintomatici di singolari criticità e anomalie», che assumono «nuovo valore» dopo quanto accaduto a Genova con il crollo di ponte Morandi. In un atto di segnalazione inviato al governo e al parlamento e reso pubblico online, l'Authority guidata da Raffaele Cantone sostiene che sulla quota di lavori da affidare all'esterno e i vincoli stabiliti dal Codice appalti, le rilevazioni effettuate da Anac sulle concessioni autostradali hanno rilevato "incongruenze" e "divergenze" tra i dati economici comunicati dal Mit in quanto concedente e quelli comunicati invece dalle società concessionarie, che tendono a «sottostimare gli adempimenti a loro carico». E «il massimo scollamento dei dati esaminati si è verificato per Aspi», Autostrade per l'Italia.

«AUTOSTRADE PER L'ITALIA SOTTOSTIMA I LAVORI FATTI IN PROPRIO»

Come viene sintetizzato nell'atto di segnalazione stesso, i titolari di concessioni sono obbligati a esternalizzare l'80% dei nuovi contratti e possono eseguire direttamente tramite imprese controllate solo il 20% dei lavori. Una diversa ripartizione di queste quote è prevista solo per le concessionarie autostradali, che possono eseguire in house il 40% dei lavori, mentre devono mettere a gara il restante 60%. E' in particolare su questi aspetti - riporta l'Anac - che «i dati economici dichiarati nei moduli rispettivamente del concedente e del concessionario» sui valori e le percentuali dei contratti da affidare con procedure di evidenza pubblica sono «molto divergenti». Una divergenza «sintomatica della tendenza del concessionario a sottostimare gli adempimenti a suo carico». Se questo è il quadro generale, «tra i soggetti che hanno dato luogo alle incongruenze più vistose spiccano i concessionari autostradali (nel complesso 28). Infatti, il massimo scollamento nei dati esaminati si è verificato con riferimento a quelli dichiarati dal Concessionario Aspi e dal concedente Mit». Per Anac «non si può escludere una diversa interpretazione delle voci degli investimenti», ma neppure «la volontà del concessionario di non fornire questi dati».

Ponte Morandi: Autostrade pubblica la convenzione col ministero

La società autostrade pubblica il testo della convezione in essere con il ministero delle Infrastrutture e trasporti per spegnere le polemiche politiche.

Il report dell'Anac è stato effettuato prima dei fatti di Gernova e tuttavia, scrive l'Authority, «le risultanze acquisite sembrano assumere un nuovo valore alla luce del dibattito in corso in materia di concessioni e di eventuali patologie ad esse connesse» tanto che viene suggerita «la necessità di un intervento per sollecitare l'affidamento tramite procedure ad evidenza pubblica delle concessioni scadute»; si chiede di richiamare «l'attenzione dei concedenti quali soggetti naturalmente preposti alle verifiche sui concessionari»; e si sollecita i concedenti «a rivisitare le convenzioni di concessioni in essere».

RISCHIO MONOPOLIO NELLA DISTRIBUZIONE DEL GAS

Nella distribuzione gas si riscontra «un numero relativamente contenuto» di gestori che «realizza il servizio per un numero elevato di enti locali». Questo «sembra determinare una sorta di dumping», ossia un «rovesciamento delle norme sulla concorrenza», perché pochi grandi gruppi, «determinando alcuni monopoli di fatto», rischiano «di incidere indirettamente sulle tariffe». Lo rileva l'Anac nell'atto di segnalazione sui concessionari da cui emerge anche che su 5.142 concessioni in corso di validità, 3.728 (72%) sono scadute: «le gare dovevano essere avviate almeno un anno prima della scadenza» e invece «allo stato attuale sopravvivono con proroghe sistematiche, ancorché limitate all'esercizio ordinario». Nel settore gas le norme hanno prorogato le concessioni scadute fino al 2007 e «ormai da diversi anni non vengono pubblicate gare pubbliche per individuare i concessionari».

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