Spread Btp Bund in calo a 190 punti
Spread e mercati
Eba
Economia
2 Novembre Nov 2018 1448 02 novembre 2018

I risultati degli stress test delle banche italiane

I quattro maggiori istituti italiani hanno superato gli esami di Eba e Bce. Al primo posto Intesa Sanpaolo, seguita da Unicredit. Bene anche gli istituti minori, ad eccezione di Carige.

  • ...

Le "big" italiane promosse sulla solidità patrimoniale. Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Banco Bpm, ma anche Mediobanca e Bper, hanno superato gli stress test dell’Eba (l'Autorità bancaria europea): tutte hanno ottenuto punteggi migliori di quelli fatti segnare da Deutsche Bank. In particolare l'istituto piemontese si sarebbe confermato come la banca migliore per la quinta volta. Unicredit e Bpm sono state inserite in una lista di 25 banche europee (fra le 48 censite) che nel caso «ipotetico di uno scenario avverso» rischierebbero di scendere sotto il minino fissato da Basilea 2 sommando il capitale più i buffers. E che quindi, in quello scenario, dovrebbero «ridurre» la distribuzione dei dividendi. Fra gli altri istituti in questa lista Santander, Deutsche, Bnp Paribas, Barclays, Erste, HSBC, ING, Lloyds, Raffeisen, Rbs e Societe General. In una nota il Tesoro ha reso noto che il ministro dell'Econimia, Giovanni Tria, ha preso atto «con soddisfazione dell'esito degli stress test condotti dall'Autorità bancaria europea (EBA) sullo stato di salute del sistema bancario italiano».

I DATI E GLI SCENARI

Nel dettaglio, nello scenario negativo estremo alla base dello stress test bancario condotto dall'Eba, Intesa Sanpaolo vedrebbe ridursi il Cet 1 nel 2020 di 284 punti base a 10,40% da 13,24% a fine 2017. Se si tiene conto della piena attuazione di tutte le norme europee sul patrimonio bancario il Cet 1 a fine 2020 una crisi estrema comporterebbe una perdita di 219 punti base portando il Cet 1 9,66% da 11,85% a fine 2017. Per quanto riguarda invece UniCredit, nello scenario avverso nel 2020 il Cet1 si ridurrebbe di 346 punti base nel 2020 portandosi a quota 9,34% dal 12,80% a fine 2017; tenendo conto della piena attuazione di quelle norme (e di tutte le disposizioni contabili Ifrs 9) il Cet 1 a fine 2020 sarebbe ridotto di 334 pb a quota 9,34 da 12,68% a fine 2017. Più in basso Ubi e BancoBpm. Nel caso di Ubi, Cet 1 ridotto di 338 punti base a quota 8,32% nel 2020 da 11,70% a fine 2017. Un livello più basso lo raggiungerebbero Deutsche Bank (8,14%), Societe Génerale (7,61%), La Banque Postale (8,22%), Barclays (7,28%). Tenendo conto dell'attuazione completa delle regole Ue sul capitale delle banche, la riduzione del Cet 1 sarebbe di 374 pb a quota 7,46% da 11,20% a fine 2017. Infine BancoBpm, che nel caso avverso vedrebbe ridursi il Cet 1 di 547 punti base a quota 8,47% da 13,94% a fine 2017. Tenendo conto della piena attuazione delle regole Ue sui requisiti di capitale per le banche, la perdita sarebbe di 453 punti base con un Cet 1 a quota 6,67% da 11,20% a fine 2017.

GLI EFFETTI SULLA BORSA: BENE PIAZZA AFFARI

Nonostante i dati definitivi non fossero ancora disponibili Piazza Affari si è posizionata in testa alle Borse europee in una seduta positiva per tutto il Vecchio Continente. Il Ftse Mib è salito dell'1,6% davanti a Francoforte (+1,4%), Parigi (+1,3%) e Londra (+0,8%), con un clima disteso che ha agevolato la discesa dello spread spread Btp-Bund, che è intotno ai 288 punti base. In positivo tutti gli indici bancari: Banco Bpm avanza del 3,7%, Bper del 2,9%, Mps del 2,8% e Unicredit del 2,3%.

NEL 2016 FURONO IL "MOMENTO DELLA VERITÀ" PER MPS

Nel 2016 furono il 'momento della verità' per Mps, che si piazzò ultima fra le banche d'Europa e che fu l'unica fra le italiane a non superare l'esame. Gli stress test sono le prove a cui periodicamente l'Autorità bancaria europea (Eba) sottopone gli istituti del Vecchio Continente, misurando la loro tenuta nel caso in cui si realizzasse uno scenario economico e finanziario particolarmente avverso. Due anni fa, la bocciatura accelerò la corsa verso la crisi di Mps, poi evitata grazie all'intervento dello Stato. Quest'anno la banca senese è esclusa dall'esame, perché è sottoposta a un Piano di ristrutturazione concordato con le autorità europee. Sono invece stati di nuovo 'radiografati' altri 48 istituti europei, di cui quattro italiani: Intesa, Unicredit, Ubi Banca e Banco Bpm. Non ci sono promozioni o bocciature, ma solo un'indicazione di cosa succede a ognuna di fronte allo scenario avverso. Anche Bper, Mediobanca, PopSondrio, Iccrea, Credem e Carige sono stati sottoposti a un esame. Per loro non c'è pagella, ma i risultati forniranno alla Bce una base per stabilire i requisiti di adeguatezza patrimoniale (Srep) dei singoli istituti. Lo scenario avverso considerato per gli stress prevede per l'Italia un calo del Pil cumulato del 2,7% nel triennio 2018-2020. La fotografia si basa sui bilanci 2017.

BCE: «LE BANCHE DELL'EUROZONA SONO PIU' SOLIDE»

Tutte le 33 banche sotto la vigilanza della Bce appaiono «più solide di fronte a shock finanziari». Così Daniele Nouy, presidente del Consiglio di Vigilanza bancaria della Bce, ha commentato i risultati degli stress test, che mostrano dei 'cuscinetti' patrimoniali maggiori nonostante un deterioramento del capitale bancario maggiore causato, nello scenario avverso calcolato dall'Autorità bancaria europea che è più duro rispetto agli analoghi esercizi di due anni fa. I calcoli della Bce, relativi alle sole 33 banche dell'Eurozona fra le 48 dell'Unione europea esaminate dall'Eba, mostrano un capitale regolamentare Cet1 medio che scende al 9,9% nello scenario avverso, contro l'8,8% del 2016. «Le banche», ha scritto la Bce, «mostrano una forte ricostruzione dei cuscinetti patrimoniali di pari passo con gli sforzi per affrontare gli asset ereditati», vale a dire principalmente per smaltire i crediti deteriorati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso