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ABILE A CHI?
Aggiornato il 05 novembre 2018 3 Novembre Nov 2018 1536 03 novembre 2018

Ma quando parla di disabilità, Di Maio sa quello che dice?

Su Facebook il vicepremier scrive di aver incontrato le associazioni dei lavoratori disabili. Ma quelle onlus si occupano d'altro. Un inizio poco rassicurante per chi dovrebbe affrontare questi temi.

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Il 25 ottobre 2018 Luigi Di Maio, vicepresidente del Consiglio dei ministri e a capo del dicastero dello Sviluppo economico e del Lavoro, comunicava, attraverso un post pubblicato su Facebook, di aver incontrato «le associazioni dei lavoratori disabili Ante, Abilitando e Movimento Italiano Disabili». La lettura di queste prime righe mi ha un po' sorpresa. «Associazioni dei lavoratori disabili», Di Maio ha definito in questo modo le tre onlus che hanno partecipato all'incontro con lui e con l'onorevole Vincenzo Zoccano. Così mi sono chiesta: ma cos'è un'associazione dei lavoratori disabili?. Onestamente non ne avevo mai sentito parlare. Sembra una onlus che rappresenta i lavoratori con disabilità - ho pensato - una specie di sindacato che difende i diritti dei pochi tra noi che esercitano una professione. Incuriosita, ho iniziato a navigare in internet, alla ricerca di maggiori informazioni sulle tre onlus. In verità in passato avevo già intercettato una di queste associazioni, il Movimento Italiano Disabili, ma le altre mi erano sconosciute.

La mia piccola indagine ha prodotto i seguenti risultati: Ante (Associazione nazionale tecnici emodialisi) si occupa di questioni inerenti al campo sanitario. Anche tra le persone con disabilità che lavorano o che aspirano a un'occupazione può esserci, per la legge della probabilità, chi soffre di disfunzioni renali e magari loro sarebbero interessati a entrare in contatto con quest'associazione per questioni relative alla loro salute impattanti rispetto al ruolo e alle mansioni che svolgono nell'ambiente di lavoro. Ma definirla un'associazione di lavoratori disabili mi sembra un po' azzardato, per non dire decisamente improprio. Nuova Abilitando è una onlus con sede a Giugliano in Campania (Napoli). Non sono riuscita a trovare un sito o una pagina ufficiale dell'associazione e quindi non ho capito di cosa si occupi esattamente. Risalendo al profilo facebook del suo presidente vi ho trovato pubblicato un video in cui proprio il legale rappresentante, Gennaro Chiaro, informava dell'incontro con Di Maio per discutere delle assunzioni dei lavoratori disabili nelle cooperative sociali (sotto il video).

Non mi è molto chiaro il motivo per cui un'associazione – tale è Nuova Abilitando – sia chiamata a disquisire di forza lavoro disabile nelle cooperative sociali (che questa onlus sia legata ad una cooperativa di tipo B, ovvero imprese che hanno l'obbligo di assumere una certa percentuale di lavoratori disabili?), né soprattutto il motivo per cui i ministri abbiano scelto una realtà locale (di Provincia) per confrontarsi su un tema molto complesso che un Governo dovrebbe affrontare su scala nazionale. Non so se Nuova Abilitando abbia assunto lavoratori con disabilità ma la definizione “associazione dei lavoratori disabili”, anche in questo caso, risulta imprecisa e fuorviante. Forse il ministro stava pensando alle cooperative sociali di tipo B? Quelle sì che per legge devono avere almeno il 30% di lavoratori con disabilità ma nessuna delle realtà presenti all'incontro rientra in questa categoria d'impresa.

Caro onorevole, cosa dovremmo pensare? Che lei, quando parla di disabilità, non sa nemmeno quel che dice?

La terza onlus ricevuta da Di Maio e Zoccano è stata il Movimento Italiano Disabili. Leggendo lo Statuto del Mid, all'articolo 2, titolato Finalità ed emblema, si trova scritto: «Il Movimento Italiano Disabili è un Movimento socio-culturale e di sindacato ispettivo che ha il fine di garantire la difesa, la dignità, le aspirazioni economiche, di promuovere la più ampia attività politica sociale, ed il miglioramento dei diritti sociali dei disabili, nonché dei pensionati e delle persone che versano in uno stato di disagio economico e psicologico [...]».
Tra le tre è quella che ha un focus più centrato sui diritti sociali, infatti ha la finalità di «migliorare i diritti sociali dei disabili». Nemmeno il Mid, però, risponde alla definizione attribuitale da Di Maio. Tra le battaglie della Onlus, riportate nel sito, molte riguardano l'abbattimento delle barriere architettoniche. Il Movimento propone anche l'introduzione del ruolo di «manager della disabilità», figura professionale differente dal “disability manager” nelle aziende, che dovrebbe portare alla semplificazione del dialogo tra le Amministrazioni Comunali e i cittadini con disabilità.

IGNORATI DA DI MAIO ASSOCIAZIONI COME FISH, FAND E COSCIONI

Ritorniamo ora dal nostro caro vicepresidente del Consiglio. Chissà se dopo aver letto questo rapido fact checking sarebbe ancora convinto di aver colloquiato con le «associazioni dei lavoratori disabili». Caro onorevole, cosa dovremmo pensare di questa sua dichiarazione? Che lei, quando parla di disabilità, non sa nemmeno quel che dice? Ma davvero, ad un incontro sul delicato tema “disabilità e lavoro” ha convocato tre associazioni che non si occupano di quello, se non forse in misura molto marginale oppure se ne occupano solo nell'ambito della loro realtà locale, pensando fossero grandi organizzazioni di lavoratori con disabilità? Seriamente non era a conoscenza del fatto che fosse più utile, adeguato e pertinente coinvolgere pure, se non principalmente, le grandi organizzazioni di categoria quali la Fish e la Fand, che sul tema sono coinvolte in prima linea? O l'Associazione Luca Coscioni, anch'essa molto attiva in quest'ambito e, in particolare, nel promuovere la trasparenza dello strumento del collocamento mirato? Devo credere che sia stato un errore dovuto ad una non conoscenza della realtà di cui si sta occupando? Se così fosse, egregio ministro, sarebbe un po' grave.

Luigi Di Maio.
ANSA

PAROLE CHE TRADISCONO L'IMPREPARAZIONE DI DI MAIO

Mi chiedo infine (e con me la Fish) se e in che modo queste onlus abbiano saputo centrare l'attenzione sugli nodi focali in materia di inclusione lavorativa, come ad esempio lo stato di reale attuazione della legge 68/99 sul collocamento mirato e del decreto legislativo 151/201511. Oppure se abbiano evidenziato ai ministri gli aspetti ancora mancanti rispetto all'applicazione della legge, due tra tutti, l'emanazione delle Linee guida per il collocamento mirato e la costituzione della Banca dati sul collocamento, entrambi previsti dal decreto. A questo punto il diavoletto che ogni tanto s'impossessa di me mi insinua un sospetto un po' maligno: e se aver convocato realtà che c'entrano molto marginalmente con la difesa del diritto al lavoro delle persone disabili non fosse stato un errore dettato dall'ignoranza ma una precisa strategia? Mostrare ai cittadini con disabilità di essere interessato alle loro priorità in ambito lavorativo facendo loro credere di interloquire con chi di questo tema se ne intende ma, in realtà, interpellare associazioni minori o che, occupandosi di altri aspetti legati alla disabilità, possono essere considerate relativamente innocue e presumibilmente di poche pretese rispetto al tema oggetto del confronto. Una facile soluzione per scrollarsi di dosso un problema fastidioso, fingendo di darsi seriamente da fare per migliorare la condizione di milioni di cittadini. Mi permetto un'ultima considerazione sul linguaggio usato da Di Maio. Proferire parole come «persone affette» o «colpite da disabilità» è sbagliato, oltre che anacronistico. La disabilità non è né una malattia, né una catastrofe naturale ma è frutto dell'interazione tra determinati corpi (o menti) che si discostano dalla cosiddetta “norma” e le barriere fisiche e socio-culturali dell'ambiente esterno. Forse un ministro che pretende di occuparsene dovrebbe saperlo.

Post Scriptum

Devo ammettere di aver faticato non poco per trovare informazioni sull'associazione Nuova Abilitando. Ci sono riuscita solo parzialmente perché navigando in internet non si trova alcun sito ufficiale o pagina facebook di riferimento. Così erroneamente ho pensato che potesse essere un'associazione impegnata nel settore delle nuove tecnologie a supporto della disabilità (di cui invece ho trovato i riferimenti on line) ma quando sono riuscita a contattare i responsabili di questa onlus, mi hanno chiarito di non aver partecipato a nessun incontro con il ministro. Allora ho affinato la mia ricerca e digitando il nome dell'associazione sul motore di facebook, mi è comparso il link alla pagina del profilo personale del presidente di Nuova Abilitando, una onlus con sede a Giugliano in Campania, il secondo Comune più grande della città metropolitana di Napoli. Effettivamente sono loro ad aver colloquiato con gli onorevoli.

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