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Economia
5 Novembre Nov 2018 1543 05 novembre 2018

I sindacati si spaccano su contratto e piano di Fca

La Fiom non aderisce alla piattaforma delle altre sigle e chiede l'immediato adeguamento ai minimi del contratto nazionale. Ma il vero nodo rimane il piano industriale. Re David: «Serve tavolo unitario».

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Fca va verso il rinnovo contrattuale e l'attuazione del nuovo piano industriale negli stabilimenti italiani con i sindacati divisi e scarsi carichi produttivi che mettono a rischio la tenuta dell'occupazione. I sindacati firmatari del vecchio contratto, esclusa quindi la Fiom, hanno presentato una piattaforma che prevede aumenti complessivi pari al 10% della busta paga, a regime in quattro anni. Per lo stipendio medio (quarto seconda fascia) la richiesta sarà di 2.138 euro di incremento annuo a fine periodo. La Fiom invece presenta una piattaforma propria in cui al primo posto c'è l'adeguamento da subito del contratto rispetto ai minimi imposti dal contratto nazionale delle tute blu, a cui Fca, come noto, non aderisce. Anche la piattaforma degli altri sindacati dovrebbe portare nella stessa direzione, ma in quattro anni mentre la Fiom chiede che l'aumento sia da subito.

TIMORI PER IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE A POMIGLIANO E MIRAFIORI

Ma il vero punto nodale rimane il piano industriale. Secondo la Fiom, quest'anno la produzione nel nostro Paese si fermerà a 700 mila unità, con ricadute negative su tutti gli stabilimenti: a Pomigliano la cassa scade a settembre del 2019 e i lavoratori attivi sulla Panda sono 1.265 su 4.800, secondo quanto dichiarato dal sindacato oggi in conferenza stampa, a Mirafiori i 1.200 esuberi teorici non risultano sulla carta solo perché i lavoratori sono stati spostati su Grugliasco. «Come prima cosa - ha spiegato la segretaria Re David - chiediamo all'azienda un tavolo unitario sul piano industriale». Fca infatti ha convocato due tavoli distinti: alla Fiom verrà presentato il piano per gli stabilimenti italiani il 30 novembre, gli altri sindacati il 29.

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La piattaforma dei sindacati firmatari del vecchio contratto (Fiom esclusa) sarà votata l'8 e il 9 novembre. I sindacati hanno successivamente precisato che l'aumento richiesto dei salari annuo a regime in quattro anni è di 2.279 euro (terzo prima fascia). In pratica, spiega Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, si chiede a regime al quarto anno un aumento per questa fascia retributiva pari a regime di 175 euro mensili. Il contratto Fca-Cnh, in scadenza a fine anno, è un contratto di unico livello, e racchiude sia la parte nazionale sia la contrattazione integrativa. Secondo il segretario della Uilm Rocco Palombella la Fiom «ha perso un'occasione» presentando una piattaforma separata. «Ormai della mancanza della Fiom - ha detto Palombella - non se ne accorge più nessuno. Alla Fca non interessa, è passato troppo tempo. Ormai l'isolamento della Fiom è pauroso. Abbiamo detto alla Fiom che era l'occasione per fare il contratto insieme così come accaduto con Federmeccanica. C'erano le condizioni ma non è stato possibile arrivare ad un accordo. La Fiom presenta una piattaforma separata. Speriamo ci ripensino successivamente». «Abbiamo cercato convergenze con la Fiom offrendo la nostra disponibilità a costruire un percorso comune ma la Fiom è rimasta arroccata» aggiunge per la Fim Cisl Marco Bentivogli, precisando comunque di essere «prontissimo» a lavorare a una piattaforma unitaria.

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