Spread Btp Bund in calo a 190 punti
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Economia
5 Novembre Nov 2018 0818 05 novembre 2018

Le quotazioni di spread e Borsa del 5 novembre

Piazza Affari chiude a -0,56%, peggiore listino in Europa. Scivolano i titoli bancari. Differenziale Btp-Bund stabile. Contrastate le piazze del Vecchio continente. Listini asiatici chiudono in ribasso.

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Borse europee poco mosse nel giorno dell'Eurogruppo che ha come piatto forte la manovra italiana. Qui gli andamenti del 6 novembre. Piazza Affari è la peggiore del Vecchio continente il 5 novembre: dopo aver avviato la seduta del 5 novembre poco mossa (+0,02%), nel corso della mattinata è scesa sotto la parità (-0,13%) per poi peggiorare ulteriormente e chiudere a -5,6%. A Milano scivolano le banche, nonostante l'esito dello stress test giudicato dagli analisti positivo per il sistema: male soprattutto Bper, Intesa, Unicredit e Mps. Soffrono anche Ferrari e Moncler. In positivo Campari, Fca e Pirelli. In Europa i mercati hanno chiuso contrastati: Francoforte ha perso lo 0,21%, mentre Parigi ha terminato le contrattazioni sulla parità (-0,01%). In crescita, invece, Londra (+0,14%) e Madrid (+0,2%). Chiusura pesante per i principali listini asiatici.

SPREAD BTP-BUND STABILE

Qualche piccola tensione sullo spread Btp-Bund. Il differenziale tra il decennale italiano e il corrispettivo tedesco ha iniziato la seduta a 289 punti come venerdì sera, per poi salire leggermente, a 292 punti, e chiudere stabile a 289 punti base. Il rendimento del decennale del Tesoro è al 3,32%.

BORSE ASIATICHE IN ROSSO

Seduta in rosso per le Borse asiatiche che ridimensionano l'ottimismo per un accordo commerciale tra Usa e Cina dopo che il 2 novembre i segnali di distensione lanciati da Washington avevano messo le ali ai listini dell'area. Tokyo ha perso l'1,55%, Seul lo 0,9%, Sydney lo 0,5, Shanghai lo 0,4% mentre Shenzhen ha ceduto lo 0,01%. Maglia nera per Hong Kong che, a scambi ancora in corso, scivola del 2,2%. A raffreddare gli entusiasmi per una rapida fine della guerra commerciale ci ha pensato il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, che ha escluso un'intesa imminente. Il rendimento dei titoli di Stato americani resta attorno al 3,2% dopo che i buoni dati sull'occupazione Usa di venerdì hanno confermato la strada di una stretta sui tassi. Ne risente anche l'euro, che scende poco sotto 1,14 sul dollaro nel giorno in cui l'Italia dovrà affrontare le critiche dell'Eurogruppo sulla manovra. Poco mossi i future sulle Borse europee, deboli quelli su Wall Street.

L'ANDAMENTO DI BORSA E SPREAD IN TEMPO REALE

17.37 - MILANO CHIUDE IN CALO

Piazza Affari ha chiuso in perdita la prima seduta della settimana. L'indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in ribasso dello 0,56% a 19.281 punti.

13.30 - FERRARI IN RIBASSO PESANTE

Ferrari inverte la marcia a Piazza Affari dopo risultati che, nel terzo trimestre, si sono rivelati inferiori alle attese in termini di ricavi ed ebitda rettificato. Il titolo, che prima dei conti era in rialzo, è arrivato a perdere più del 2% e cede ora l'1,49% a 102,7 euro. Il consensus di Bloomberg si attendeva per il terzo trimestre ricavi a 860,7 milioni, a fronte degli 838 milioni realizzati, e un ebitda rettificato di 282,3 milioni, contro attese per 278 milioni. Sopra le attese l'utile netto, a quota 287 milioni di euro, che però ha incassato l'effetto patent box, con un beneficio fiscale straordinario di 141 milioni nel trimestre. Risultati sotto le attese anche rispetto al consensus raccolto da Mediobanca, che prevedeva nel trimestre ricavi a quota 873 milioni e un ebitda di 281 milioni.

13.04 - PIAZZA AFFARI RESTA IN TERRITORIO NEGATIVO

Piazza Affari prosegue in coda alle Borse europee nel giorno in cui il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, sarà chiamato a difendere la manovra italiana all'Eurogruppo. Milano cede lo 0,4%, mentre Londra, Francoforte e Parigi avanzano tutte dello 0,2%. Sul listino milanese pesano le banche, oggetto di un report negativo di Goldman Sachs, che ha tagliato Bper (-4%) e Intesa (-1,8%). Male Ferrari (-2,1%) dopo i risultati, che hanno visto l'ebitda adjusted attestarsi sotto il consensus. Tra i bancari male anche Banco Bpm (-2,6%), tra le italiane quella uscita peggio dallo stress test, Mps (-1,8%) e Unicredit (-1,5%). Tra i titoli più fiacchi anche Ferragamo (-2,3%), Prysmian (-1,9%) e Moncler (-1,8%). Sostengono il listino Campari (+2,3%), Fca (+1,8%), promossa da Socgen, A2A (+1%) e Saipem (+0,9%).

12.36 - MILANO MAGLIA NERA

Piazza Affari è la Borsa peggiore del Vecchio Continente con il Ftse Mib che cede lo 0,4%, appesantita dalle vendite sulle banche dopo un report di Goldman Sachs, mentre Londra, Francoforte e Parigi si mantengono sulla parità. Debole l'euro che scende a 1,138 sul dollaro, rafforzato dai solidi dati sull'occupazione americana di venerdì, coerenti con il percorso di stretta dei tassi della Fed. Si rafforza invece la sterlina, a 1,1144 sull'euro, con gli investitori che si aspettano passi avanti sul fronte della Brexit dalla riunione che Theresa May terrà domani con il suo governo. Poco mossi anche i future su Wall Street in attesa, sempre domani, delle elezioni di midterm Usa, considerate un referendum sulle politiche di Donald Trump.

10.00 - PIAZZA AFFARI DEBOLE, CORRE FCA

Avvio di seduta debole per Piazza Affari (-0,13%), che si muove in linea con le altre Borse europee nel giorno in cui l'Italia dovrà affrontare le critiche dell'Eurogruppo alla manovra del governo. Lo spread Btp-Bund è in lieve aumento a 292 punti base. Bper perde il 4%, dopo essere finita in asta di volatilità, Intesa cede l'1,7%, Mps l'1,2%, Unicredit lo 0,8% mentre fanno leggermente meglio Ubi (-0,7%) e Banco Bpm (-0,5%), nonostante non abbiano brillato all'esame dell'Eba. Dall'altra parte del listino si mette in luce Fca (+1,9%), nonostante il calo delle immatricolazioni in Italia. Corre anche Ferrari (+1%) in attesa dei conti, bene Campari (+1,1%) e Mediaset (+1%). Pirelli sale dell'1,3%, avanza anche Italgas (+0,45%) che oggi pubblicherà la trimestrale. Fuori dal Ftse Mib brillano Tiscali (7,7%), Stefanel (+6,6%) e Rcs (+4,8%).

9.15 - BORSE EUROPEE PIATTE

Avvio di seduta poco mosso per le Borse europee nel giorno in cui il ministro dell'Economia italiano, Giovanni Tria, affronterà le critiche dell'Eurogruppo sulla manovra messa a punto dal governo M5S-Lega. A Parigi il Cac-40 cede lo 0,01% a 5.101 punti, a Francoforte il Dax sale dello 0,03% a 11.522 punti mentre a Londra il Ftse 100 scende dello 0,02% a 7.092 punti.

9.00 - MILANO APRE IN PARITÀ

Avvio di seduta poco mosso per Piazza Affari. Il Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in progresso dello 0,02% a 19.394 punti.

8.45 - SPREAD STABILE IN APERTURA

Lo spread tra Btp e Bund apre stabile in avvio di settimana a 289 punti come venerdì sera. Il rendimento del decennale del Tesoro è al 3,31%.

8.40 - EURO POCO MOSSO IN AVVIO

Euro poco mosso in avvio di giornata: passa di mano a 1,1392 dollari. La moneta unica viene scambiata a 128,80 contro lo yen.

8.25 - PETROLIO IN CALO IN AVVIO

Quotazioni del petrolio in calo in avvio di settimana dopo il via libera degli Stati Uniti ad otto nazioni per continuare ad importare il petrolio dopo la reintroduzione delle sanzioni in Iran. I contratti sul greggio Wti con scadenza a dicembre perdono 48 centesimi a 62,66 dollari al barile . In calo anche il Brent che perde 42 centesimi a 72,41 dollari.

8.20 - ORO POCO MOSSO

Quotazioni dell'oro poco mosse in avvio di settimana con il metallo prezioso che cede lo 0,1% a 1.231,3 dollari l'oncia.

7.00 - TOKYO CHIUDE IN NETTO CALO

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, seguendo la correzione di venerdì degli indici azionari statunitensi, mentre aumenta lo scetticismo degli investitori su una possibile soluzione a breve delle dispute sul commercio internazionale tra Cina e Stati Uniti. Il Nikkei cede l'1,55% a quota 21.898,99, con una perdita di oltre 340 punti. Sul mercato valutario lo yen è stabile a un livello di 113,10 sul dollaro, e sull'euro a un valore di 128,80.

1.20 - APERTURA IN RIBASSO PER TOKYO

La Borsa di Tokyo apre la prima seduta della settimana in ribasso, seguendo la fase di correzione degli indici azionari statunitensi e con gli investitori che appaiono più scettici riguardo ad una possibile soluzione delle dispute sul commercio internazionale tra Cina e Stati Uniti. Il Nikkei segna un ribasso dell'1,13% a quota 21.992,95, con una perdita di 250 punti. Sul mercato dei cambi lo yen è stabile a un livello di 113,10 sul dollaro e sull'euro a quota 128,90.

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