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Economia
6 Novembre Nov 2018 1716 06 novembre 2018

SCM guarda al futuro e punta su giovani e aziende italiane più promettenti

L’azienda fondata da Antonello Sanna si occupa di gestioni patrimoniali e consulenze finanziarie. Si differenzia per il modo alternativo di approcciarsi al cliente.

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Capita spesso di pensare al futuro. A come raggiungere i propri obiettivi. Ma non è sempre facile riuscirci. Ancora di più in un periodo di incertezza economica come quello che si vive in Italia (e non solo). "In questo momento i classici bond non danno rendimenti interessanti" spiega Antonello Sanna, amministratore delegato di Solutions Capital Management (SCM), azienda da lui fondata nel 2009, "inoltre il mercato azionario offre opportunità solo a medio e lungo termine, ci sono però spazi alternativi". SCM è la prima società di intermediazione mobiliare quotata sul mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana, ed è specializzata nei servizi di private banking e wealth management, con oltre 1 miliardo di euro di asset amministrati e più di 30 consulenti finanziari. Offre prodotti per investire nel capitale delle aziende innovative italiane con più potenziale. Tutto questo, però, è fatto in modo differente: SCM ha intrapreso iniziative per assumere giovani neolaureati da formare. Saranno wealth manager, ovvero validi consulenti per gli investimenti e per la gestione del patrimonio, in grado di risolvere problemi spinosi come una successione aziendale, ma anche profondi conoscitori del cliente e delle sue priorità.

IL LIFE COACHING.

SCM Sim si è specializzata nel cosiddetto life coaching. Significa che l’azienda prende sotto braccio il cliente, capisce quali possono essere i suoi obiettivi di medio e lungo termine e poi elabora insieme a lui un progetto di gestione del patrimonio per rendere possibile i suoi sogni. C’è chi vuole far studiare i figli, chi intende ritirarsi dal lavoro e vivere di rendita, chi vuole predisporre un futuro sereno per la famiglia: ma se si vuole ottenere questi risultati, bisogna avere un comportamento di spesa coerente. «In Italia, forse per una questione che fa parte della nostra cultura», spiega Sanna, «non siamo portati a ragionare con prospettive più lunghe di un anno o due, se non quando compriamo una casa. Noi di SCM prima vogliamo comprendere gli obiettivi del cliente, poi facciamo un piano per realizzarli e quindi pensiamo agli investimenti. Abbiamo capito che il vero valore per il cliente è capire perché ha risparmiato, non tanto la possibilità di avere un rendimento».

Antonello Sanna

INVESTIMENTI NELLE IMPRESE ITALIANE.

Quando si parla d’investimenti, SCM ha realizzato un prodotto per privati che somiglia molto a quelli riservati agli istituzionali. Si chiama “Italian Targets Approach”: permette di investire nel capitale di medie e piccole aziende italiane con alto potenziale di crescita. «Organizziamo eventi tra imprenditori e clientela che ha sottoscritto l’investimento. Lo facciamo affinché possano vedere a cosa serve il loro denaro. Selezioniamo imprese italiane innovative, che hanno la crescita nelle gambe e che hanno un modello di business convincente, ma magari faticano ad avere credito per realizzare i progetti. Del resto, se noi tutti avessimo investito in Microsoft una trentina d’anni fa avremmo conseguito grandi guadagni». Il portafoglio prevede un investimento diversificato, su una trentina di aziende selezionate.

TRASFORMAZIONE DIGITALE.

In un mondo economico che si arricchisce di incognite, una cosa è certa: l’imponente digitalizzazione in atto. In America ci sono le FAANG: acronimo che sta per Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google. Ma anche in Asia crescono colossi come Alibaba, per citarne uno. Per questo SCM si è inventata Chronos, prodotto che intende investire nelle grandi corporation americane e asiatiche: «L’idea di comprare queste aziende nasce dalla loro capacità economica di fare ricerca. Non tutti sanno che il colosso dell’e-commerce Amazon è anche leader del cloud insieme a Microsoft. E tanti altri segmenti continuano a evolvere. Abbiamo pensato a un prodotto di medio-lungo termine, perché la digitalizzazione non è certo finita». Anche in questo caso, l’obiettivo è anticipare il futuro.

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