Ubi Banca Utile 2019
Economia
7 Novembre Nov 2018 1614 07 novembre 2018

Ubi Banca, utile dei primi 9 mesi 2018 a 210 milioni

La banca diffonde i conti dopo tre trimestri del 2018 e registra il miglior risultato degli ultimi 10 anni. Il consigliere delegato Victor Massiah: «Assorbiti gli effetti dello spread».

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Ubi Banca ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con un utile netto di 210,5 milioni, il miglior risultato degli ultimi 10 anni. Anche l’utile del terzo trimestre, sceso a 1,6 milioni, è comunque sopra le attese degli operatori. Il dato, ha spiegato la banca, è «influenzato dagli oneri straordinari legati al piano Industriale (oneri relativi all'accordo sindacale firmato a settembre 2018 per 36,9 milioni netti) e dalle perdite relative alla cessione delle tranches della cartolarizzazione di sofferenze (43,8 milioni netti)». Al netto delle componenti non ricorrenti, l'utile netto del terzo trimestre è di 38,5 milioni. La raccolta totale è a 192,7 miliardi. Evitando il confronto con i primi nove mesi del 2017 (complicato dal diverso perimetro, dato che lo scorso anno le tre good bank erano consolidate solo da aprile), i proventi operativi si sono attestati a 2,6 miliardi, con margine di interesse a 1,35 miliardi e commissioni nette a 1,2 miliardi. Al 30 settembre il Cet1 fully loaded era all'11,42%, invariato rispetto a giugno 2018 «nonostante l'impatto dell'ulteriore allargamento degli spread sulla riserva di valutazione dei titoli in portafoglio».

LA BANCA CONFERMA IL CONTENIMENTO DEI COSTI

Per i prossimi mesi Ubi banca «conferma l'obiettivo di contenimento degli oneri operativi, in anticipo rispetto alle previsioni di piano industriale» e «prevede di mantenere il trend di riduzione del costo del credito rispetto al 2017», ha spiegato il comunicato sui conti confermando «la previsione di realizzare una operazione di cessione di sofferenze (senza cartolarizzazione) entro fine 2018/inizio 2019». La banca stima anche che «data la situazione di incertezza sui mercati, l'evoluzione del margine di interesse nell'ultimo trimestre del 2018 dipenderà dall'esito della politica di repricing degli impieghi alla clientela e dall'evoluzione del costo del funding a medio-lungo termine» e «si prevede che le commissioni nette beneficino della consueta e positiva stagionalità che caratterizza l'ultima parte dell'esercizio».

IL CONSIGLIERE DELEGATO MASSIAH: «ASSORBITO IL RIALZO DELLO SPREAD»

«Questi ultimi risultati di quest'anno, di questo trimestre in particolare, ci dicono che stiamo sopportando bene la volatilità sui mercati» - commenta il consigliere delegato Victor Massiah. «È vero che inevitabilmente l'incremento dello spread ci ha portato ad avere un impatto in senso negativo sul patrimonio, ma altre voci, altre componenti ci hanno permesso di assorbire completamente questo impatto negativo, tant'è che il coefficiente patrimoniale CET1, quello più rilevante per la misurazione della solidità, è allo stesso identico livello di quello di giugno, quindi questo vuol dire che la nostra banca è stata in grado di assorbire l'allargamento dello spread senza avere conseguenze sui coefficienti patrimoniali».

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