Tim Cda Borsa Oggi
Economia
9 Novembre Nov 2018 0932 09 novembre 2018

Tim giù in Borsa dopo il cda delle svalutazioni

Il titolo perde oltre il 3% dopo l'annuncio di un passivo a fine anno di 800 milioni e il mancato raggiungimento dell'obiettivo sull'indebitamento. Vivendi attacca Elliott: «Fallimento della nuova governance».

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Tim va in profondo rosso in Borsa il giorno dopo il consiglio d'amministrazione che ha deciso le svalutazioni per due miliardi e lanciato il warning sul mancato obiettivo sul debito: a fine anno la società non riuscirà a ricondurre il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed Ebitda al 2,7. Il titolo a Piazza Affari (qui la diretta di Borsa) prima non è riuscito a far prezzo e poi è entrato nelle contrattazioni segnando una flessione di oltre il 4%, per poi recuperare terreno fino al -3,8%. La resa dei conti tra azionisti non c'è stata nella riunione del board terminata in tarda serata l'8 novembre e la questione della fiducia all'amministratore delegato Amos Genish non è stata messa sul tavolo, ma le schermaglie continuano. Vivendi attacca Elliott: «Questi risultati mostrano la totale disorganizzazione della società e il fallimento della nuova governance. I risultati dimostrano che il fondo attivista, che aveva promesso molti miglioramenti, ha messo in atto una politica di performance di breve termine che non ha mantenuto le sue promesse – e questo è riflesso nel prezzo delle azioni» spiega un portavoce aggiungendo che la società di Bollorè è «estremamente preoccupata per il basso livello delle azioni di Tim che riflette il deterioramento dei risultati rispetto al piano industriale». Intanto, ci sarebbero dei passi in avanti nei contatti con Open Fiber sulla rete, ma Enel frena.

I CONTI DELLA SOCIETÀ: PERDITA A 800 MILIONI

Tim chiude in rosso i 9 mesi, con una perdita di 800 milioni, dopo la svalutazione dell'avviamento domestico per 2 miliardi. L'utile netto si sarebbe attestato a 1,2 miliardi di euro, si legge in una nota. La svalutazione «non ha impatti sui flussi di cassa ed è dovuta al deterioramento del quadro competitivo e regolatorio ed ai più alti tassi di interesse», «non modifica le priorità strategiche del Piano triennale e non tiene conto delle revisioni che saranno prossimamente sottoposte al cda per migliorare la performance operativa e finanziaria della società». Inoltre il cda «non conferma il rapporto fra Indebitamento finanziario netto rettificato ed Ebitda a circa 2,7 volte a fine 2018, ante fabbisogni finanziari per l'acquisizione dello spettro frequenze». Le aspettative si riducono«in considerazione di numerosi fattori fra cui, a titolo non esaustivo, la multa connessa al procedimento golden power, il consolidamento di un contesto competitivo avverso e le tensioni in ambito regolatorio nel mercato domestico, nonché l'indebolimento del tasso di cambio del Real brasiliano».

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