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Economia
9 Novembre Nov 2018 1034 09 novembre 2018

Cosa ha detto Tria in audizione alla Camera

Secondo il ministro dell'Economia la bassa crescita rafforza la necessità di una manovra espansiva. «Ritoccarla per evitare la procedura di infrazione sarebbe suicida».

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Il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha difeso la manovra economica il giorno dopo i numeri dell'Ue sulla bassa crescita italiana. Una vera propria arringa sia durante l'audizione in parlamento sia dopo l'incontro con il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno. «Per evitare questa procedura sul debito», ha dichiarato dopo il meeting, «noi dovremmo fare una manovra di restrizione fiscale violentissima, andare a un deficit dello 0,8%, che per una economia in forte rallentamento sarebbe un suicidio, non credo che la Commissione si aspetti una reazione di questo tipo anche se formalmente rispettosa delle regole di bilancio». Interpellato su quando sarà inviata la risposta alla Ue sulla manovra, ha risposto: «Ancora non posso dire, i termini sono stati posti in modo molto molto ristretto, ci si deve consentire di rispondere in modo documentato e ri-stimando tutte le nostre previsioni e vedere se è necessario cambiarle o se confermiamo le nostre stime. Se riusciamo la mandiamo prima altrimenti rispetteremo i termini». Il ministro ha ribadito che i 'pilastri' della manovra saranno confermati.

Nella mattina Tria aveva parlato in audizione alla Camera, spiegando che il rallentamento dell'economia evidenziato dagli ultimi dati, «anche alla luce dell'incertezza internazionale, rafforza ulteriormente gli obiettivi della manovra, contrastare il rallentamento della crescita e fornire uno stimolo con gli investimenti pubblici. «Le nostre preoccupazioni su un rallentamento sono confermate» ha sottolineanto l'economista, e questo rende ancora «più necessario confermare l'effetto anticiclico della manovra». In questi giorni il governo è impegnato nella predisposizione di «una risposta sugli aspetti ancora controversi» della manovra, una manovra «che il governo intende confermare nei suoi pilastri fondamentali». In particolare Tria ha sottolineato che «non esiste stabilità economica senza stabilità sociale», difendendo così reddito e pensione di cittadinanza come misura fondamentale per la lotta alla povertà, i cui dati «sono inaccettabili».

RIFORMA PENSIONI INDISPENSABILE PER LA STAFFETTA GENERAZIONALE

Il ministro, parlando della riforma delle pensioni, ha spiegato che «è necessario accelerare il turn over con la staffetta generazionale che permetterà di affrontare le nuove sfide e ridurre la disoccupazione giovanile. Quota 100 è destinata a favorire il turnover che consentirà alle persone di uscire dal mercato in anticipo».

LE SMENTITE SU PATRIMONIALE E MANOVRA CORRETTIVA

Tria ha poi risposto con una lunga serie di smentite ai dubbi dei parlamentari. La patrimoniale «non si farà, sarebbe un'azione suicida». Sull'eventuale manovra correttiva: «Non ha senso discutere di una prospettiva che non c'è ancora», «le crisi delle banche sono da scongiurare in tutti i modi, ma non ne vedo per domani, non ci sono le condizioni».

DI MAIO: IO GARANTE DELL'EURO NEL GOVERNO

Intanto il ministro Luigi Di Maio, intervistato dalla stampa estera, spiega che il governo non salirà mai oltre il 2,4% nel rapporto deficit/Pil fissato nella legge di bilancio, e che comunque verrà garantito «il massimo dialogo con l'Ue». Di Maio ha inoltre sottolineato: «Ho improntato il mio ruolo di capo politico sul fatto che dall'euro non si debba più uscire e questo non solo lo garantisco come capo politico del movimento ma anche a nome del governo come vicepremier».

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