Quanto risparmiano i lavoratori autonomi con la flat tax

Secondo uno studio Uil con le misure previste in manovra le partite Iva pagheranno fino al 52% di meno di tasse rispetto a pensionati e dipendenti. Il sindacato: «Si crea grandissimo squilibrio».

15 novembre 2018

Le norme in manovra sul regime forfettario per chi ha la partita Iva che prevede un'imposta del 15% fino a 65 mila euro di volume d'affari «generano un grandissimo squilibrio nel nostro sistema fiscale relegando, di fatto, la progressività alla sola imposizione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione». Lo si legge in uno studio della Uil secondo il quale con l'estensione del regime forfettario, la cosiddetta Flat tax, a parità di reddito imponibile l'imposta Irpef di un autonomo potrà arrivare al 52% in meno di quella che paga un dipendente.

In pratica un lavoratore autonomo con un reddito di 45 mila euro in un anno pagherebbe 6.750 euro con l'estensione dei limiti per il regime forfettario mentre il dipendente con lo stesso reddito e l'aliquota marginale al 38% pagherebbe 14.039 euro. Nello studio della Uil si sottolinea che le modifiche al sistema impositivo per i redditi da lavoro autonomo e d'impresa presenti nella manovra per il 2019 «generano un grandissimo squilibrio nel nostro sistema fiscale relegando, di fatto, la progressività, valore costituzionalmente stabilito, alla sola imposizione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione». Per il 72% degli autonomi, spiega il sindacato, opereranno solamente due aliquote. Con l'estensione del regime forfettario, a parità di reddito imponibile, ad esempio 35 mila euro annui, l'imposta Irpef di un lavoratore autonomo sarà pari a 5.250 euro, mentre per un dipendente sarà di 9.400 euro: il 44,15% in più.

La Uil «chiede al governo e al parlamento di impegnarsi fin da subito a operare una revisione delle imposizioni sui redditi che sia improntata a una vera progressività, riducendo la pressione fiscale che grava su tutti i redditi prodotti nel nostro Paese e in particolare sui lavoratori dipendenti e pensionati che da soli versano oltre il 94% del gettito Irpef». Le disuguaglianze impositive, già oggi presenti fra redditi da lavoro dipendente e quelli da lavoro autonomo, avverte la Uil, «verranno ulteriormente ampliate. Ciò a causa dei benefici fiscali derivanti dalle imposte proporzionali e dalla soppressione delle ritenute d'acconto per la stragrande maggioranza dei lavoratori autonomi». Queste estensioni interesseranno oltre 3,3 milioni di contribuenti Iva, sia a regime ordinario che speciale: oltre due terzi della platea totale, come risulta dai dati pubblicati dal Mef sulle dichiarazioni dei redditi 2017. Dal 2020 la situazione si aggraverà secondo la Uil con l'imposta sostitutiva per redditi autonomi o d'impresa fino a 100.000 al 20% del reddito d'impresa.

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