Luigi Gubitosi Ad Tim
Economia
18 Novembre Nov 2018 2030 18 novembre 2018

Chi è Luigi Gubitosi, il nuovo ad di Tim

Il commissario di Alitalia la spunta. Ma il socio di maggioranza Vivendi gli vota contro. Dall'esperienza con Wind alla Rai, passando per la Fiat, chi è il nuovo manager che dovrà occuparsi dello scorporo della rete.

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Alla fine Elliott ha vinto la sua partita. Luigi Gubitosi è il nuovo amministratore delegato e direttore generale di Tim. In meno di una settimana il colosso delle telecomunicazioni ha cambiato il suo ad, superando anche i dubbi di Cdp. Dopo aver dato il benservito ad Amos Genish martedì 13, il cda, riunito a Roma domenica 18, ha nominato il commissario di Aliatalia come suo successore. La nomina però è avvenuta con una risicata maggioranza, il nuovo Cio è stato infatti eletto con nove voti a favore su 15.

PER LUI STESSO STIPENDIO DI GENISH

La conferma è arrivata da una nota della stessa società. «Con decisione assunta a maggioranza è stato confermato l'assetto delle deleghe in essere». In particolare al presidente sono state conferite «le attribuzioni da legge, Statuto e documenti di autodisciplina», all'Amministratore Delegato «tutti i poteri necessari per compiere gli atti pertinenti all'attività sociale, ad eccezione dei poteri riservati per legge e Statuto al Consiglio di Amministrazione». Gubitosi, conclude la nota, riceverà un trattamento economico corrispondente a quello già attribuito al suo predecessore, in linea con la politica di remunerazione dell'azienda.

IL SUCCESSO DEL NEGOZIATO DI CONTI

Dopo giorni di colloqui e negoziati, la maggioranza dei consiglieri, scelti dall'assemblea del 4 maggio scorso in quota Elliott, si sono ricompattati. Una ritrovata unione frutto di un lavoro del presidente Fulvio Conti, che ha limato tutti i dubbi superando la spaccatura che si era creata su un altro nome, quello di Alfredo Altavilla. Nella gara l'ex braccio destro di Sergio Marchionne sarebbe stato penalizzato dai dubbi sulla sua mancanza di esperienza nel settore delle tlc e nei rapporti con la politica.

LA BATTAGLIA CON I CONSIGLIERI DI VIVENDI

Grande sconfitta di questa tornata è stata Vivendi e i suoi cinque consiglieri. Tutti hanno votato contro, irritati dal modo in cui era stato sollevato l'ex ad israeliano e soprattutto contrari alla traiettoria dell'azienda che sotto al guida del nuovo ad dovrebbe andare verso lo scorporo. Già nella mattinata durante la riunione del comitato nomine ci sono stati dei contrari, in particolare due rappresentanti del gruppo francese, Michele Valensise e Giuseppina Capaldo mentre Alfredo Altavilla, Rocco Sabelli e Paola Bonomo avrebbero sostenuto Gubitosi. Il dossier più caldo sul tavolo del nuovo amministratore è infatti quello spinto dal governo e dall'emendamento M5s che vuole portare a divider la rete fissa per arrivare a una fusione con Open Fiber.

L'ESPERIENZA DI GUBITOSI, DA WIND AD ALITALIA PASSANDO PER LA RAI

Guibitosi, nel cda di Tim da maggio, è un manager navigato, soprattutto nel rapporto con le istituzioni. Ha ricoperto diversi ruoli in Rai, tra i quali quello di direttore generale tra il 2012 e 2015, e in Alitalia dov'è stato commissario straordinario negli ultimi due anni. Ma il nuovo Ceo nel suo passato ha avuto anche esperienze nel mondo delle telecomunicazioni, tra il 2005 e 2011 ha guidato Wind-Infostrada.

UN LUNGO TRASCORSO IN FIAT FINO AL 2005

Classe 1961, il nuovo ad è napoletano di nascita, ma romano d'adozione. Si è laureato in giurisprudenza alla Federico II di Napoli ma ha effettuato anche periodi di studio all'estero, dalla London school of economics, all'Insead di Fontainbleau. Prima di approdare in Wind ha trascorso un lungo periodo nel Gruppo Fiat tra il 1986 e il 2005. È stato membro del cda di Fiat Auto, Ferrari, CNH, Iveco, Comau e Magneti Marelli.

LA PASSIONE PER GLI SCACCHI

Tra un incarico e l'altro Gubitosi ha avuto anche il tempo di dedicarsi all'insegnamento. È stato professore nel corso avanzato di Finanza Aziendale alla Luiss di Roma dove ha anche insegnato Strategie d'Impresa. Grande appassionato di scacchi, nel 2006 è stato membro del del Comitato organizzatore delle Olimpiadi degli scacchi a Torino.

L'ex ad Amos Genish-

Scettico sui piani del cda l'ormai ex ad Amos Genish. «È stato un capitolo triste per Tim», ha detto al termine del cda, «sono molto triste per la compagnia e per il risultato della ultima settimana. Questi cambi repentini di strategia e leadership stanno dividendo i 2 azionisti. Chiedo subito un'assemblea, entro fine anno. La politica ha giocato un ruolo con successo. Credo che le decisioni degli ultimi giorni non siano nell'interesse degli investitori e non rappresentino la base degli investitori. Ho chiesto di convocare l'assemblea al massimo entro inizio 2019»,

LE CRITICHE: «ELLIOTT SI MUOVE COME UN HEDGE FUND»

Il manager in prevedenza in un'intervista sul Sole 24 Ore, si era detto «scioccato» per le modalità del suo allontanamento e aveva messo in guardia sulle conseguenze del «break up». Sulla rete «Elliott ha il tipico approccio finanziario da hedge fund, come si può vedere dal manifesto, mentre io ho un approccio industriale, una visione di lungo termine», ha osservato Genish. «Il 5G richiede spettro, torri e fibra. Vendere Inwitt e cedere il controllo della rete farebbe mancare le opportunità che si aprono con il 5G e aggiungo che l'Italia rischia di perdere un incumbent forte e competitivo. E l'Italia sarebbe il primo Paese europeo a permettere che ciò succeda».

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