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Quali sono i Paesi promossi e bocciati dalla Commissione Ue

Nel mirino non c'è solo l'Italia. Per Ungheria e Romania si va verso una nuova raccomandazione per ridurre il deficit. Sotto la lente anche Belgio, Francia, Portogallo, Slovenia e Spagna.

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L'Italia è il malato grave, ma ci sono altri Paesi sorvegliati speciali dalla Commissione europea che nella riunione del 21 novembre ha confermato il parere negativo sulla manovra del governo Conte. Per Ungheria e Romania, in particolare, si potrebbero prospettare nuove raccomandazioni per non aver attuato misure sufficienti a contrastare lo sforamento degli obiettivi sul deficit. Il disavanzo di Budapest è passato dall'1,6% del deficit nel 2016 al -2,4% nel 2018 e «la Commissione propone ora una raccomandazione per un aggiustamento strutturale annuo pari ad almeno l'1% del Pil nel 2019». Nel caso della Romania, il disavanzo era lo 0,5% nel 2015, il 2,9% nel 2016, sarà il 3,3% nel 2018, il 3,4% nel 2019 e addirittura il 4,7% nel 2020. Di qui la raccomandazione di un aggiustamento di almeno l'1% per il prossimo anno. La Romania è il Paese con il disavanzo più grande di tutta l'Europa.

IN 10 PASSANO GLI ESAMI A PIENI VOTI, TRE RIMANDATI

Secondo quanto si legge nel comunicato diramato al termine della riunione, in 10 casi i documenti programmatici di bilancio presentati dagli Stati membri sono conformi al patto di stabilità e di crescita: Germania, Irlanda, Grecia, Cipro, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Austria e Finlandia. In altri tre casi, si evidenzia una «certa deviazione dal rispettivo obiettivo di bilancio a medio termine o dal percorso di aggiustamento» e stiamo parlando di Estonia, Lettonia e Slovacchia.

FRANCIA E ALTRI TRE SORVEGLIATI SPECIALI

Per altri quattro Stati, invece, c'è una «deviazione significativa» dagli obiettivi: si tratta di Belgio, Francia, Portogallo e Slovenia. Parigi, in particolare, ha presentato una manovra che prevede una crescita del rapporto deficit-Pil dal 2,5% al 2,8% e che per questo è stata criticata da ambienti vicini al governo giallo-verde come riprova di un accanimento nei confronti del nostro Paese trattato più severamente degli altri. E tuttavia la Francia, che pure ha un debito elevato pari al 98,7% del Pil (comunque più basso del nostro che sfora il 130%), non dovrebbe deviare dagli obiettivi a medio termine per arrivare al pareggio nel 2022. La deviazione del prossimo anno è dovuta infatti a una partita eccezionale sul credito d'imposta. Tra i Paesi con debito molto elevato c'è il Portogallo (120% del Pil): il Paese, secondo la Commissione, non sta facendo abbastanza per ridurlo, ma il rapporto deficit-Pil nel 2019 sarà dello 0,2%, contro lo 0,7% dell'anno precedente, comunque in riduzione.

Pierre Moscovici.

LA SPAGNA ESCE DALLA PROCEDURA PER DEFICIT

C'è poi il caso spagnolo: il Paese è attualmente in procedura d'infrazione (quella che rischia anche l'Italia) per aver sforato il 3% nel rapporto deficit-Pil, ma ne uscirà a breve perché il prossimo anno scenderà sotto quel livello. Tuttavia, anche nel caso della Spagna, come per Belgio, Francia, Portogallo e Slovenia, c'è una «deviazione significativa dal percorso di aggiustamento richiesto verso l'obiettivo di bilancio a medio termine e la non conformità con il parametro transitorio di riduzione del debito nel 2019». Anche in questo caso, tuttavia, la Spagna sta procedendo a ridurre il rapporto deficit-Pil, ma a ritmi non considerati sufficienti da Bruxelles. Il Paese ha un rapporto debito-Pil del 97% e la manovra presentata per il 2019 prevede una riduzione al 95,5% (96,2% secondo la Commissione europea).

21 Novembre Nov 2018 1316 21 novembre 2018
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