Amazon Licenza Operatore Postale
Economia
27 Novembre Nov 2018 1521 27 novembre 2018

Come funziona la licenza di operatore postale per Amazon

Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport entrano nell'elenco delle aziende autorizzate ai servizi di spedizione. Dovranno pagare l'1,4 per mille sui ricavi e inquadrare i fattorini secondo il Contratto nazionale.

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Da oggi Amazon è diventata ufficialmente un corriere postale autorizzato a operare in Italia. Due società del gruppo, Amazon Italia Logistic e Amazon Italia Transport, sono state infatti inserite nell’elenco delle aziende abilitate ai servizi di spedizione dal ministero dello Sviluppo economico. Il colosso dell’e-commerce è dunque pronto a prendersi un altro pezzo di mercato e punta ad abbassare ulteriormente i costi del proprio servizio.

Durante l'estate Amazon era stata sanzionata dall’Autorità garante per le comunicazioni, per aver effettuato spedizioni in maniera abusiva. Ora, però, con l’inserimento nell’elenco ministeriale, potrà consegnare direttamente i propri prodotti senza violare le norme vigenti in materia. L'azienda può quindi essere considerata, esattamente come Poste Italiane o altri corrieri, un operatore postale a tutti gli effetti.

LA MULTA COMMINATA DALL'AGCOM

L'Agcom aveva multato Amazon per aver esercitato in maniera abusiva l’attività postale. Non avendo mai chiesto l'apposita licenza, infatti, i suoi corrieri non avrebbero potuto recapitare i pacchi al domicilio dei clienti. Dopo una multa piuttosto salata, pari a 300 mila euro, Amazon ha chiesto di essere inserita nella lista degli oltre 4.400 operatori postali italiani e l’autorizzazione è arrivata venerdì 16 novembre, con l’aggiornamento del relativo elenco.

LE CONSEGUENZE PER I LAVORATORI

Le conseguenze? Gli effetti del nuovo status coinvolgeranno la filiera della logistica e delle consegne, dall’impacchettamento fino alla rete di armadietti dove Amazon deposita le sue confezioni. D'ora in poi Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport dovranno pagare la tassa comune a tutti gli operatori postali, pari all'1,4 per mille dei ricavi. Per i lavoratori, inoltre, c'è una novità molto positiva. Amazon dovrà infatti sottostare alla vigilanza dell'Agcom. E se per l’autorità il numero di operatori postali in forza all'azienda non fosse sufficiente, sarà costretta a inquadrare i suoi fattorini in base alle norme previste dal Contratto nazionale del settore postale, secondo quote prestabilite. Una differenza non da poco, visto che finora i fattorini sono stati sottoposti alle regole del settore logistico. Su questo fronte, tuttavia, come riportato dal quotidiano la Repubblica, Amazon è convinta che non ci saranno ricadute: «Riteniamo che i contratti in essere siano coerenti con il settore postale. Inoltre abbiamo indicato nella domanda presentata il contratto applicato (quello dei trasporti e della logistica, ndr) e non ci è stata fatta nessuna osservazione». Attualmente, secondo la Cgil, «un driver di Amazon consegna circa il doppio dei pacchi di un collega che opera per i principali player della logistica». Ciò significa un rischio maggiore di prendere multe, che gravano sul lavoratore, ma anche un rischio maggiore di fare incidenti.

COSA PREVEDE LA LICENZA OTTENUTA DA AMAZON

Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport hanno ottenuto dal ministero dello Sviluppo la cosiddetta autorizzazione generale, vale a dire la possibilità di consegnare posta sopra i 2 kg e pacchi da 20 a 30 kg, pony express, raccomandate urgenti, consegna con data e ora certa e altri servizi a valore aggiunto. Non si tratta, quindi, della licenza individuale, con la quale si possono consegnare raccomandate, assicurate, posta fino a 2 kg e pacchi fino a 20 kg. Per ottenere la licenza, le due società che fanno capo ad Amazon hanno dovuto semplicemente compilare dei moduli e pagare le spese riguardanti l'istruttoria (312 euro) e un altro contributo annuo, sempre da 312 euro, per attività di verifica e controllo. L'autorizzazione è valida sei anni ed è rinnovabile presentando almeno 45 giorni prima della scadenza la richiesta con la documentazione aggiornata. Non può essere ceduta a terzi senza informare prima il ministero.

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