Bce Quantitative Easing Titoli Italiani
Economia
3 Dicembre Dic 2018 1232 03 dicembre 2018

La Bce acquisterà meno titoli italiani

Saliranno invece le quote di Germania, Francia, Irlanda, Austria e Belgio. Non c'entrano giudizi di merito sul nostro Paese, ma il semplice ricalcolo di Pil e abitanti su cui sono parametrati gli investimenti.

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La Bce in futuro potrebbe acquistare meno titoli italiani, nel quadro del programma di quantitative easing, a causa del ricalcolo di Pil e popolazione, sulla cui base si definiscono le quote di ogni nazione (capital key). Lo ha comunicato la Bce, in una nota in cui spiega che la quota italiana passerà all'11,8% dal 12,31%. Scende, al 16,95% dal 17,49%, anche la quota del capitale Bce ripartito fra i soli paesi dell'Eurozona. Come noto, da gennaio Francoforte non immetterà più nuovo capitale nel programma straordinario di acquisto titoli, e tuttavia i soldi investiti negli ultimi anni saranno ancora reimpiegati in debito sovrano allo scadere di quelli in portafoglio. La ridefinizione, è stato spiegato, avviene nel quadro della revisione quinquiennale della quota di ciascune Paese nel capitale della Bce. Aumentano, sempre per il calcolo di Pil e popolazione, le capital key di Germania, Francia, Irlanda, Austria, Belgio.

IL DOSSIER ALL'ATTENZIONE DEL CONSIGLIO DELLA BCE

La decisione definitiva sulla quota degli acquisti, tuttavia, è in capo al consiglio della Bce, che si riunità il 13 dicembre. Diversi analisti escludono che ci saranno grandi scossoni. Nel comunicato, la Bce spiega che «16 banche centrali nazionali avranno quote maggiori, dodici inferiori» e che non c'è alcun cambiamento nel sistema della rotazione dei governatori con diritto di voto. L'Italia - in particolare - rimane nel primo gruppo. L'impatto sugli acquisti del Qe va letto alla luce della "eurosystem key", cioè della quota del capitale redistribuita per le sole banche dell'Eurozona. Ciò comporta per l'Italia una riduzione al 16,9530% dal 17,4890% (-0,5085 punti percentuali); per la Grecia un calo a 2,4839% dal 2,8884% (-0,4045 punti percentuali); per la Germania un aumento al 26,3827% dal 25,5674% (+0,8153 punti percentuali); per la Francia un aumento al 20,4059% dal 20,1433% (+0,2626 punti percentuali); per l'Irlanda un aumento all'1,6884% dall'1,6489% (+0,0395 punti percentuali); per il Belgio un aumento al 3,6313% dal 3,52% (+0,1113 punti percentuali).

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