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Economia
3 Dicembre Dic 2018 1435 03 dicembre 2018

Centinaio rischia di incagliarsi sull'Enit

La nomina di Paolucci all'agenzia nazionale di promozione turistica, oltre ad essere in conflitto d'interessi, fa storcere il naso a Confindustria. Ma è tutto il dipartimento del Turismo ad essere in alto mare.

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Ci ha messo quasi due mesi Gian Marco Centinaio per designare il suo ex capo Giorgio Palmucci - i due hanno lavorato assieme al Club Med - alla testa dell'Enit, l'agenzia nazionale di promozione turistica. Ma al di là delle lungaggini burocratiche (la nomina deve essere vagliata dalle commissioni parlamentari competenti, dalla Corte dei Conti e dall'Anac, prima di tornare in consiglio dei ministri e infine approvata con decreto del presidente della Repubblica) il ministro delle Politiche agricole potrebbe avere non poche difficoltà a far passare il nome dell'attuale vicepresidente di Federturismo. In primo luogo perché si profilerebbe un caso di conflitto d'interessi: Palmucci è vicepresidente di Th Resort, il gruppo alberghiero nato nel mondo di Comunione e liberazione e che l'anno scorso è stato de facto salvato da Cassa depositi e prestiti, entrata nel capitale con il 46%. Una delle tante operazioni di via Goito nel settore del turismo, che non sono piaciute agli altri operatori del settore.

IL PRECEDENTE DI EVELINA CHRISTILLIN

Evelina Christillin

Basta questo - e la lettura dello statuto dell'Enit - per capire che si potrebbe intravedere nella nomina una incompatibilità. Dal ministero dell'Agricoltura fanno tuttavia notare che Palmucci non ha più deleghe operative in Th Resort, senza contare che all'Enit ci si è sempre mossi all'insegna del laissez faire. Nella scorsa legislatura si era posto il problema anche per la nomina di Evelina Christillin, quando l'agenzia era sotto l'ombrello del ministero dei Beni culturali. La manager torinese, da presidente del Museo Egizio di Torino, aveva ricevuto finanziamenti dal Mibact e qualcuno aveva segnalato una potenziale incompatibilità, ma poi era tutto caduto.

CONFINDUSTRIA FRENA PER NON PERDERE UNA POLTRONA IN CDA

Ma a mettere i bastoni tra le ruote a Palmucci ci sarebbe il suo mondo d'appartenenza: cioè Confindustria. A margine di un direttivo di Federturismo tenutosi due settimane fa, alcuni esponenti di primo piano avrebbero stigmatizzato la scelta del ministro Centinaio e soprattutto avrebbero segnalato il rischio che la nomina del manager potesse essere inficiata da un possibile conflitto d'interesse. Spiegano da viale dell'Astronomia che dietro questi dubbi «c'è il timore dell'associazione di perdere potere in seno all'Enit. Il presidente - al di là dei rapporti personali - normalmente risponde solo e soltanto al ministro delle Politiche agricole e così sarà anche in questo caso. Ma siccome Palmucci viene da Confindustria, faremmo molta fatica a respingere le richieste di Confcommercio per strappare una delle tre poltrone in Cda, quella di fatto in quota alle associazioni di categoria». Per la cronaca, le imprese guarderebbero per quel posto a Marina Lalli, vicepresidente di Federturismo. Se non bastasse, anche le Regioni stanno litigando per designare il loro componente in consiglio d'amministrazione: in un primo tempo la Calabria aveva rivendicato la nomina per un suo ex funzionario, Pasquale Anastasi. Ma senza un accordo tra i governatori, si è deciso di puntare sul presidente uscente dell'Abruzzo, Giovanni Lolli. Il quale pare restio ad accettare l'incarico.

IL RISIKO DEI POSTI CON CONFCOMMERCIO AL CENTRO

Invece Confcommercio, attraverso il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, avrebbe avallato con Centinaio la nomina di Palmucci. Ma per la governance di Enit i problemi non finiscono qui. Intanto - con la decadenza dell'ultimo Cda e del Consiglio di vigilanza - nessuno all'interno dell'agenzia ha il potere di firma sulle operazioni più delicate e costose. Ed anche per questo urge scegliere in fretta il successore della Christillin. Gli operatori poi chiedono al governo di portare il budget dell'agenzia dagli attuali 30 milioni all'anno a cento, per essere competitiva con le realtà simili di promozioni nel resto d'Europa. Il ministro, poi, vorrebbe nominare come direttore operativo lo spagnolo Josep Ejarque, esperto di destination management, già a capo dell'ente del turismo de La Coruña, in Spagna, e di quello di Torino negli anni delle Olimpiadi, ed ex direttore generale di PromoTurismo Fvg, ruolo che gli è costato una condanna erariale da 48mila euro da parte della Corte dei Conti. Ma prima bisogna trovare un posto all'attuale direttore dell'agenzia Giovanni Bastianelli, che proviene dal mondo di Confcommercio.

Ma non c'è solo Enit: tutto il dipartimento del Turismo è da costruire

Ma più in generale sta creando non pochi grattacapi a Centinaio la definizione della nuova organizzazione del Turismo, al ministero dopo il passaggio delle deleghe del Mibact. Rispetto a quanto avveniva nel dicastero della Cultura, dove il comparto poteva contare su un direttore generale e due caposervizio sottostanti, ora si vuole introdurre un capo dipartimento con sotto due direttori generali. Una soluzione di governance che, soltanto in termini di stipendi lordi, potrebbe costare circa 400mila euro in più all'anno, visto che parliamo di altissimi dirigenti. Luigi Fiorentino, capo di gabinetto di Centinaio, nutrirebbe dubbi su tutto questo schema. Ma c'è maretta intorno ai candidati per la poltrona del futuro capo dipartimento. Dal Mibact il capo di gabinetto del ministro Bonisoli, Tiziana Coccoluto, spinge perché assieme alle deleghe Centinaio si prenda anche un dirigente ora parcheggiato in via del Governo Vecchio. Si tratta di Roberto Rocca, coinvolto e poi prosciolto in un'inchiesta sulla nomina illegittima del vecchio Dg di Enit, Andrea Babbi. Ma il decreto che trasferisce i poteri sul turismo alle Politiche agricole non impone di prendersi anche i vecchi funzionari.

CORSA AFFOLLATA PER IL RUOLO DI CAPO DIPARTIMENTO

Per il ruolo di capo dipartimento ci sarebbero poi in lizza anche Alessandra Priante, capo dell'ufficio relazioni internazionali del Mipaaft, Stefano Orsini, uomo vicino all'Ugl ed ex vice direttore di Promuovitalia uscito in malo modo dall'ex controllata Enit, Caterina Cittadino, dirigente generale a Palazzo Chigi ed ex capodipartimento del Turismo, e Giuseppe Ambrosio, dirigente attualmente in organico all'Agricoltura, coinvolto e poi assolto nell'inchiesta Centurione. In questo caos, e forse su consiglio di Fiorentino, Centinaio avrebbe deciso di nominare ad interim Francesco Tapinassi, attualmente al MibacT dove si è occupato di Turismo, quanto meno per gestire il passaggio di competenze e la creazione della nuova struttura. Poi si vedrà.

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