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Economia
5 Dicembre Dic 2018 1505 05 dicembre 2018

Cdp pronta a un piano di investimenti da 200 miliardi in tre anni

Cassa depositi e prestiti ha varato il piano industriale per il triennio 2019-2021. L'obiettivo è assistere almeno 60 mila aziende. Sul piatto anche 25 miliardi per le infrastrutture e tre per la cooperazione internazionale.

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Il gruppo Cdp ha varato il nuovo piano industriale 2019-2021 mettendo in campo «200 miliardi in tre anni a supporto di imprese, infrastrutture e territorio». Mobiliterà, ha spiegato, «oltre 110 miliardi di risorse proprie per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile del Paese, attivando oltre 90 miliardi di risorse aggiuntive da investitori privati e altre istituzioni territoriali, nazionali e sovranazionali». Per l'Ad, Fabrizio Palermo, «sancisce l'avvio di una nuova fase», e «con un impegno senza precedenti».

SI PUNTA AD ASSISTERE 60 MILA IMPRESE

Sono «quattro le principali linee di intervento del Gruppo», ha chiarito Cdp, dopo la riunione del consiglio di amministrazione che il 5 dicembre ha approvato il nuovo piano industriale. L'obiettivo «è di attivare complessivamente 203 miliardi» nei tre anni: «+32%» rispetto al triennio precedente. Sul fronte delle imprese: «83 miliardi di euro per sostenere le imprese con un'offerta integrata, vicina alle loro esigenze e focalizzata su innovazione, crescita ed export; anche attraverso un canale fisico rafforzato ed un canale digitale». L'obiettivo di Cdp è quello di ampliare la platea di aziende sostenute «con un target di 60mila imprese nell'arco di piano» e «con interventi più incisivi nel venture capital anche mediante una sgr dedicata e fondi per incubatori ed acceleratori.

25 MILIARDI PER LE INFRASTRUTTURE

Poi, le infrastrutture: «25 miliardi di euro con un ruolo proattivo nella promozione, realizzazione e finanziamento delle infrastrutture; rilanciando una nuova partnership con la Pubblica Amministrazione sul territorio». Cdp «affiancherà al tradizionale ruolo di finanziatore anche quello di promotore di nuove opere strategiche», e attenzione al territorio anche «con l'avvio di piani città per la riqualificazione di aree urbane» e «iniziative a supporto del turismo».

STANZIATI TRE MILIARDI PER LA COOPERAZIONE

Come terzo punto, la cooperazione: «3 miliardi di euro per diventare co-finanziatore nei Paesi in via di sviluppo; Mentre per e grandi partecipazioni strategiche punta sul rafforzamento delle competenze settoriali e industriali al fine di gestire il portafoglio di partecipazioni anche in logica industriale di lungo termine». Cdp ha detto di puntare su «obiettivi di crescita ambiziosi» che, ha sottolineato, verranno perseguiti mantenendo sempre il presidio sull'equilibrio economico-finanziario e patrimoniale».

PREVISTO IL RAFFORZAMENTO DELLA SACE

Nel piano si indica anche «l’ampliamento di finanziamenti e garanzie dirette per investimenti» e il «rafforzamento dell’operatività del Gruppo SACE» (controllato dalla Cassa) «a supporto delle esportazioni italiane (con la revisione della riassicurazione e l’introduzione di nuovi prodotti digitali e iniziative di “educazione all’export”)». Non solo. È anche previsto un «riassetto degli strumenti di equity e lancio di fondi di filiera in settori quali meccanica, agroalimentare, white economy» e la «facilitazione dell’accesso delle PMI al credito diretto, anche tramite il coinvolgimento di altri investitori con strumenti quali basket bond regionali e indiretto, in collaborazione con il sistema bancario e attraverso garanzie o fondi nazionali ed europei».

TONONI: «CI ALLINEIAMO ALL'AGENDA 2030 DELL'ONU»

«Questo piano industriale», ha commentato il presidente Massimo Tononi, «rappresenta un passaggio molto innovativo e allinea le strategie di Cassa depositi e prestiti con i grandi trend globali e gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall'Agenda 2030 dell'Onu. Al tempo stesso conferma il profondo legame di Cassa depositi e prestiti con i suoi valori storici: il sostegno all'economia del Paese e al suo sviluppo, da un lato, e dall'altro la gestione e la tutela del risparmio che ci è stato affidato da milioni di italiani». Il nuovo piano, ha detto ancora il presidente, punta allo «sviluppo economico e sociale di comunità, di territorio, dove operiamo» e garantisce «la responsabilità verso i cittadini» che alimentano il risparmio postale. «Non possiamo sprecare soldi in investimenti in perdita, azzardati, sbagliati», ha avvertito. «Ci occuperemo anche di operazioni straordinarie se sarà il caso ma la nostra attività è di altra natura».

PALERMO: «INIZIA UNA FASE NUOVA»

Per l'Ad, Fabrizio Palermo, è un piano che «sancisce l'avvio di una nuova fase di Cassa depositi e prestiti che, con un impegno senza precedenti, assumerà nel prossimo triennio un ruolo di crescente proattività nel sostenere la crescita economica e lo sviluppo sostenibile. Stiamo introducendo», ha detto, «un nuovo modello operativo che punta all'ulteriore rafforzamento delle competenze di gruppo, alla semplificazione organizzativa e operativa. Una trasformazione di grande respiro, che ci consentirà di attivare ingenti risorse in favore di imprese e territori, aumentando il numero e l'efficacia dei nostri interventi per favorire la crescita del Paese».

TRIA: «RUOLO CRESCENTE PER IL RILANCIO DELL'ECONOMIA»

Alla presentazione del nuovo piano della Cassa il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ha detto che Cdp «è chiamata ad un ruolo crescente nel rilancio dell'economia italiana». «Credo», ha aggiunto, «che sia un passo importante nel consolidamento del ruolo della Cassa e della strategia complessiva di rilancio di investimenti della Cassa, «un ruolo importante per l'economia italiana». «Ho sostenuto fin dall'inizio del mio mandato la necessità di un rilancio degli investimenti pubblici», ha detto ancora il ministro. Serve anche a contrastare un «rallentamento dell'economia che si sta accentuando», a livello globale ma con un «riflesso anche in Italia». «In questa prospettiva nel quadro programmatico del governo c'è l'obiettivo, che a volte viene dimenticato, di portare gli investimenti pubblici al 3% del Pil». Bisogna uscire dalla «trappola della bassa crescita», ha avvertito.

GUIZZETTI: «LA BUSSOLA È L'EQUILIBRIO FINANZIARIO»

Il presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, ha espresso «il convinto supporto al piano industriale di Cassa depositi e prestiti», ma ha ricordato che la sua azione «deve avere una bussola molto chiara: il controllo dell'equilibrio economico finanziario degli investimenti». La Cassa, ha detto il rappresentante delle fondazioni bancarie, azioniste di Cdp, alla presentazione del piano industriale, »non deve compiere il compito che spetta allo Stato» ma «ha l'imperativo categorico di mantenere l'equilibrio del risparmio postale».

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