Decreto Dignita Imprese Meccaniche
DECRETO DIGNITÀ
5 Dicembre Dic 2018 1447 05 dicembre 2018

Le imprese della meccanica non rinnovano il 30% dei contratti

Stando all'indagine di Federmeccanica è una scelta conseguente al Decreto dignità approvato dal governo. Per il 2018 il settore va verso una stagnazione. 

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Il risultato della indagine congiunturale di Federmeccanica è preoccupante: «Con riferimento al Decreto Dignità, il 30% delle imprese» del settore metalmeccanico «non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere, si legge infatti in un comunicato della federazione di settore». Dalla stessa indagine emerge come il settore metalmeccanico sia in fase di «sostanziale stagnazione» a partire dai primi mesi del 2018. Nel terzo trimestre dell'anno la variazione congiunturale è risultata pari al +0,1% dopo il -0,6% del primo e il +0,8% del secondo mentre in termini tendenziali il tasso di crescita si è ridotto all'1% nel trimestre estivo rispetto a dinamiche medie di poco superiori ai 4,5 punti percentuali realizzati nel corso della prima metà dell'anno.

53 MILA PERSONE NON AVRANNO RINNOVATO IL CONTRATTO

Una stima di Assolavoro calcola che saranno 53 mila le persone che dal 1° gennaio 2019 non potranno essere riavviate al lavoro dalle Agenzie per il Lavoro perché raggiungeranno i 24 mesi di limite massimo per un impiego a tempo determinato. Si tratta dell'effetto della circolare del Ministero del 31 ottobre che ha considerato compresi nelle nuove misure del decreto anche i lavoratori con contratti stipulati prima dell'entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Dignità.

VOLUMI DI PRODUZIONE INFERIORI DEL 22% AI LIVELLI PRE CRISI

Al di là però delle regole sui contratti il rapporto di Federmeccanica però va oltre e di fatto descrive un settore nel pieno dell'incertezza. Sottolinea che «i volumi prodotti risultano inferiori del 22% rispetto a quelli che si realizzavano prima della recessione del 2008-2009». Pesa «la contrazione del tasso di crescita dei consumi delle famiglie e della domanda per beni d'investimento oltre al rallentamento della domanda mondiale, che incide negativamente sulle esportazioni del settore metalmeccanico che indirizza all'estero oltre la metà delle proprie produzioni», ha spiegato Federmeccanica. Nel terzo trimestre il tasso tendenziale di crescita dell'export è stato pari, in valore, al +2,9% rispetto al +6,5% evidenziato nell'ultimo trimestre del 2017, ha aggiunto Federmeccanica, spiegando che complessivamente nei primi nove mesi del 2018, i flussi di produzione indirizzati ai mercati esteri sono cresciuti del 3,2% rispetto al + 3,8% delle importazioni, mentre il saldo dell'interscambio ha evidenziato un attivo pari a circa 39 miliardi di euro collocandosi sugli stessi livelli del precedente anno.

«LA METALMECCANICA STA VIVENDO UN MOMENTO DI INCERTEZZA»

«L'industria Metalmeccanica italiana sta vivendo un momento di rallentamento e di incertezza», ha commentato il vicepresidente di Federmeccanica Fabio Astori. «Il quadro complessivo evidenzia ancora una volta l'esigenza di misure concrete di politica industriale per ridare slancio alla nostra economia. Occorre puntare sulle imprese per generare sviluppo. Non ci sono altre strade», ha spiegato Astori. C'è tanto ancora da fare sotto questo profilo su vari ambiti, ma oggi vogliamo sottolineare un aspetto su tutti, che deve stare alla base di qualsiasi percorso di crescita: la creazione delle competenze e conoscenze che servono alle aziende oggi e domani. Queste sono le fondamenta senza le quali il sistema non può reggere», ha concluso Astori.

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