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Economia
5 Dicembre Dic 2018 0919 05 dicembre 2018

Nell'era Trump Volkswagen annuncia l'alleanza globale con Ford

La casa automobilistica tedesca alla Casa Bianca dal presidente Usa. E per far fronte alle guerre commerciali è pronta ad aprire nuovi impianti negli States.

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Un 'alleanza globale per sfuggire alle politiche protezionistiche e per riprendersi dallo scandalo Dieselgate. La strategiaè quella annunciata da Volkswagen, nel giorno in cui Donald Trump ha corteggiato alla Casa Bianca le tre principali case automobilistiche tedesche, strappando i primi impegni a rafforzare i loro investimenti e la loro produzione in Usa sullo sfondo della minaccia di dazi al 25% sulle vetture di importazione. Una misura che colpirebbe in particolare l'industria tedesca e che finora è stata congelata nell'ambito di negoziati più ampi con la Commissione europea. L'annuncio più forte, dopo l'incontro con il presidente, è quello del ceo della Volkswagen, Herbert Diess: «Siamo in negoziati avanzati con la Ford per costruire davvero una alleanza automobilistica globale, che rafforzerà anche l'industria automobilistica americana». Un'alleanza che per ora non prevede acquisti di azioni: «Stiamo costruendo un'alleanza con Ford che rafforzerà la posizione della Ford in Europa attraverso la condivisione di piattaforme produttive», ha spiegato.

PRONTE A POTENZIARE LA PRESENZA NEGLI USA

Per contro anche VW, travolta in Usa nel 2015 dallo scandalo Dieselgate, potenzierà la sua presenza negli Stati Uniti: «potremmo usare le capacità produttive della Ford in Usa per costruire le nostre auto». Non solo. La Volkswagen, che ha già un impianto a Chattanooga, Tennessee, sta considerando di realizzare una seconda fabbrica, forse sempre nello stesso Stato, ma potrebbero esserci altre opzioni. L'annuncio degli investimenti e dei dettagli è stato rimandato a gennaio o febbraio. Anche Bmw, rappresentata dal direttore finanziario Dieter Zetsche, ha annunciato che investirà altri 600 milioni di dollari entro il 2021, dopo i 9,3 miliardi di dollari già spesi negli Usa, e che aggiungerà mille dipendenti ai 10 mila operanti nel suo impianto di Spartanburg, in South Carolina. Bmw studia la possibilità di realizzare una fabbrica negli Usa ma ha precisato che finora non è stata presa alcuna decisione. «Un incontro costruttivo», ha commentato in una nota il gruppo bavarese, che ha voluto sottolineare però come solo la Commissione europea possa condurre negoziati commerciali in nome dei Paesi membri della Ue e delle sue imprese. «L'America per noi è il mercato più importante» ha detto dal canto suo il Ceo di Daimler Dieter Zetsche al quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt dopo l'incontro con Trump, «e noi vogliamo ampliare gli affari in Usa». La Casa Bianca si è limitata a far sapere che Trump «ha condiviso il suo desiderio di vedere tutti i produttori automobilistici di produrre negli Stati Uniti e di creare un ambiente più favorevole alle imprese». I dirigenti della tre società tedesche hanno quindi incontrato i consiglieri economici del presidente. Tra questi il segretario al commercio Wilbur Ross, che ha sollecitato un aumento della loro produzione in Usa. Per gli Stati Uniti si tratta di ridurre il loro deficit commerciale nel settore, pari a circa 30 miliardi di dollari, poco meno della metà dell'intero deficit commerciale con Berlino.

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