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Economia
6 Dicembre Dic 2018 1528 06 dicembre 2018

Cosa c'è da sapere sulla nuova tassa sulle auto

Può costare fino a 3 mila euro. Si applica agli acquisti dal 1° gennaio 2019. E coinvolge anche le city car. I grillini ci lavorano da settembre. Ma l'hanno sostenuta anche Lega, Fi e Fdi.

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Va da un minimo di 150 euro a un massimo di 3.000 euro e si applica alle immatricolazioni di vetture «nuove di fabbrica», quindi non sul parco auto circolante, ma solo quello acquistato a partire dal primo gennaio 2019. Ecco come funziona la nuova ecotassa sulle auto inserita nella manovra finanziaria e già virtualmente modificata dai due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini dopo le proteste di industria e consumatori. Una correzione in effetti è arrivata, ma non è quella richiesta da costruttori e consumatori. Nonostante le polemiche nate intorno all'aggiunta alla manovra approvata martedì sera e malgrado la presa di posizione della Lega, la misura resta nel maxi emendamento per l'Aula. La commissione Bilancio chiamata a correggere alcuni passaggi degli emendamenti approvati ne ha però rivisto, per di più al rialzo, le stime di incasso. Da 300 mln per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 si è passati a 300 mln nel 2019, 323,82 nel 2020 e 313,5 per il 2021.

1. TASSE E INCENTIVI SUGLI ACQUISTI DAL 1 GENNAIO 2019

La nuova imposta è una forma di copertura per gli incentivi per chi acquista auto a basse emissioni che costerebbero, secondo le prime stime, circa 300 milioni di euro. Ma la tassa potrebbe anche portare a «eventuali entrate eccedenti» da far confluire nel fondo per le esigenze indifferibili. L'emendamento approvato nella tarda serata di martedì 4 dicembre prevede infatti da una parte incentivi alle auto a basse emissioni, a gas, ibride o elettriche, e dall'altra l'introduzione di una nuova tassa «parametrata al numero dei grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro, eccedenti la soglia di 110 CO2 g/km» per i nuovi acquisti realizzati dall'inizio dell'anno nuovo.

2. FINO A 3MILA EURO PER 250 GRAMMI DI EMISSIONI

Secondo la tabella riportata nell'emendamento, la tassa parte da 150 euro per i modelli che emettono tra 110 e 120 grammi per chilometro di anidride carbonica, per salire a 300 euro in caso di emissioni tra 120 e 130 grammi, a 400 euro tra 130 e 140 grammi e così via, fino ad arrivare a 3.000 euro per le auto o i van che producono oltre 250 grammi di CO2 ogni a chilometro.

3. TRA LE FIAT NON SI SALVA NESSUNO: NÉ PANDA NÉ 500X

Guardando ai livelli di emissioni dei modelli Fiat riportati sul sito dell'azienda, la tassa non risparmierebbe quasi nessuno, né la Panda, né la 500X, tra i modelli praticamente più venduti in Italia. Della gamma Volkswagen non si salverebbe alcun veicolo. Come non sarebbe esente la piccola di casa Nissan, la Micra. Tra le city car sarebbero invece sotto gli standard quantificati dall'emendamento, quindi prive di aggravio, ad esempio l'Aygo della Toyota o la Peugeot 108.

4. MISURA SOSTENUTA DA M5S, LEGA MA ANCHE FORZA ITALIA E FDI

La nuova tassa sulle emissioni inquinanti delle auto riguarderà, così come delineata dall'emendamento alla manovra, non solo auto di grossa cilindrata ma anche molte utilitarie, a partire da uno dei modelli più diffusi in Italia, la Fiat Panda. Come ha rivendicato il sottosegretario allo Sviluppo economico ed esponente pentastellato Davide Crippa che ai cronisti ha spiegato i dettagli della misura e rivendicato la paternità, ponendo l'accento soprattutto sugli incentivi a favore delle auto ecologiche, la tassa sulle city car sarebbe targata M5s: «L'emendamento è della Lega», aveva spiegato Crippa in parlamento, «ma l'iniziativa è una cosa nostra». E però i leghisti hanno firmato e votato la proposta (31 le firme in tutto dei deputati giallo-verdi), con il sostegno anche di Forza Italia e Fratelli d'Italia come si legge nei resoconti parlamentari. A distanza di poco più di 24 ore e dopo lo stop arrivato da Matteo Salvini, in Transatlantico però gli stessi leghisti mostrano molti dubbi spiegando come la misura, a causa della tassa sulle auto più inquinanti, crei problemi all'intera filiera che, a partire dai concessionari del Nord, non ha nascosto le proprie contrarietà.

5. INSERITA ALL'ULTIMO, IL M5S CI LAVORA DA SETTEMBRE

La proposta di modifica è in effetti composta da due sezioni distinte e appare sui generis: una prima parte è relativa alla pesca e al fermo biologico ed era quella originariamente sostenuta dai leghisti, a cui si è aggiunto un nuovo articolo sul bonus-malus delle emissioni di CO2 per le nuove autovetture portato dai pentastellati in zona cesarini in commissione. Che la novità sia il frutto del lavoro dei cinquestelle lo ha d'altro canto raccontato sia martedì notte che ieri su Facebook anche il sottosegretario M5s Michele Dell'Orco: «Da settembre insieme a Davide Crippa ci stavamo lavorando. Vi assicuro che non è stato semplice, tra burocrazia e politica». E che oggi, dopo la frenata arrivata anche da Luigi Di Maio che ha annunciato l'apertura di un tavolo con i costruttori, sottolinea però la disponibilità a migliorare la misura.

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