Vittorio Malacalza

L'assemblea Carige boccia l'aumento di capitale

L'astensione del principale azionista Malacalza fa mancare il quorum. Il presidente Modiano a un consigliere: «Non c'è più tempo, ci ammazzano tutti».

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Carige è a un passo dal baratro dopo che l'assemblea dell'istituto di credito non ha dato il via libera all'aumento di capitale da 400 milioni a causa dell'astensione decisa dal principale azionista, la famiglia Malacalza. L'aumento di capitale era stato richiesto dalle autorità di garanzia europee. Per far fronte alle esigenze immediate di capitale, a novembre era stato emesso un bond fino a 400 milioni che era stato coperto in larga parte dall'intervento del Fondo di garanzia interbancario, che ha investito 320 milioni. Questi soldi, in teoria, sarebbero dovuti rientrare al Fondo grazie all'aumento di capitale che però, adesso, è saltato. «Non c'è tempo, non si può fare a marzo, ci bocciano, ci ammazzano tutti» è stato il commento che ha fatto a caldo il presidente di Carige Pietro Modiano parlando con un consigliere durante una pausa dell'assemblea dopo che Malacalza aveva preannunciato l'astensione alla delibera sull'aumento di capitale.

MODIANO CERCA ACCORDO IN EXTREMIS, I MALACALZA LO GELANO

L'assemblea ha avuto toni drammatici. Dopo l'annuncio dei rappresentanti della famiglia Malacalza dell'astensione che, avendo il 27% delle azioni, rendeva impossibile l'approvazione (manca il quorum), il presidente Modiano, per altro scelto dagli stessi imprenditori che adesso ne hanno bocciato il piano, aveva in pratica supplicato: «Un sospiro, per favore approvate oggi, lasciate che l'operazione che abbiamo affrontato non si fermi». Al presidente che chiedeva una sospensione dell'assemblea per trovare una soluzione, Mattia Malacalza ha risposto a muso duro che non era necessario fare nessun passaggio ulteriore, e che la famiglia aveva deciso. «Dalla bocciatura non viene niente di buono» ha ricordato Modiano.

22 Dicembre Dic 2018 1842 22 dicembre 2018
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