Ue-19, inflazione cala a 1,6%

Cosa dicono le ultime stime sull'inflazione in Italia e in Ue

Rallentamento sia nel nostro Paese (1,1% a dicembre del 2018), sia in Eurozona (1,6). In entrambi i casi, pesa il settore energetico. I dati di Istat ed Eurostat.

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L'inflazione su base annuale nell'Eurozona a dicembre cala all'1,6% dal 1,9% di novembre. È la stima flash dell'Eurostat, resa nota il 4 gennaio. Guardando alle componenti principali è l'energia ad avere l'impatto maggiore (5,5% rispetto al 9,1% a novembre), seguita da alimentari, alcool e tabacchi (1,8% rispetto a 1,9% a novembre), servizi (1,3%, stabile rispetto a novembre) e i beni industriali non energetici (0,4%, stabile rispetto a novembre).

DECELERANO I PREZZI DEI BENI ENERGETICI NON REGOLAMENTATI

Quanto all'Italia, il tasso di inflazione a dicembre scende all'1,1%, secondo le stime provvisorie dell'Istat, in «netto rallentamento» rispetto all'1,6% di novembre. Su base mensile l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1%. «Gran parte» del rallentamento dell'inflazione è dovuto ai beni energetici non regolamentati (i cui prezzi decelerano da +7,8% di novembre a +2,6%) e, in misura minore, dai beni alimentari lavorati e dei servizi di trasporto.

Nel 2018 i prezzi al consumo registrano una crescita dell'1,2%, «replicando la dinamica annua del 2017», nota l'Istat. L'«inflazione di fondo», al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è stabile a +0,7%. L'effetto di trascinamento sul 2019 è «pari a zero». «In media annua, quasi metà dell'inflazione del 2018 è dovuta ai beni energetici nel loro complesso, al netto dei quali i prezzi al consumo sono aumentati dell'1% nel 2017 e dello 0,7% nel 2018», è il commento dell'istituto di statistica.

4 Gennaio Gen 2019 1102 04 gennaio 2019
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