Banca Carige Decreto Bond Stato
Economia
Aggiornato il 09 gennaio 2019 7 Gennaio Gen 2019 2213 07 gennaio 2019

Cosa prevede il decreto salva Carige del governo

La misura comprende la garanzia statale sulle obbligazioni dell'istituto di credito e anche sugli eventuali finanziamenti che riceverà da Banca d'Italia.

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Dieci minuti di consiglio dei ministri per approvare un decreto che non poteva essere rimandato: il decreto Salva Carige. Il 7 gennaio il governo ha approvato la norma che dà la possibilità alla banca genovese «di accedere a forme di sostegno pubblico della liquidità che consistono nella concessione da parte del ministero dell'Economia e delle Finanze della garanzia dello Stato su passività di nuova emissione ovvero su finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d'Italia». In sostanza, i soldi dello Stato garantiranno le obbligazioni dell'istituto di credito e la liquidità se si rendesse necessaria una ricapitalizzazione precauzionale, aprendo di fatto le porte alla possibilità, seppure estrema di una nazionalizzazione.

UN INTERVENTO COMPLESSIVO DA 4 MILIARDI

Il decreto, firmato l'8 dicembre dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede garanzie statali sulle obbligazioni Carige, per un massimo di 3 miliardi di euro, attivabili fino al 30 giugno, quindi eventualmente anche dopo le elezioni europee, e un fondo pubblico da 1,3 miliardi per coprire gli oneri dei bond e della eventuale sottoscrizione di azioni della banca per un massimo di un miliardo in caso di ricapitalizzazione precauzionale. L'obiettivo ripetuto più volte è quello di «evitare o porre rimedio a una grave perturbazione dell'economia e preservare la stabilità finanziaria», nel rispetto delle norme europee che regolano il settore.

Come spiegato da Palazzo Chigi, la garanzia varrà anche sui finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d'Italia «per fronteggiare gravi crisi di liquidità». Si tratta appunto di «erogazione di liquidità di emergenza» in conformità con gli schemi previsti dalla Bce.

GARANZIA SOLO DOPO L'OK DELL'UE

La garanzia può essere concessa solo a seguito della positiva decisione della Commissione europea sulla compatibilità dell'intervento con il quadro normativo dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato applicabile alle misure di sostegno alla liquidità nel contesto della crisi finanziaria.

PIANO DI RISTRUTTURAZIONE ENTRO DUE MESI

Banca Carige dovrà presentare, entro due mesi dalla concessione della garanzia, un piano di ristrutturazione per confermare la redditività e la capacità di raccolta della banca a lungo termine senza ricorso al sostegno pubblico. Anche il piano dovrà essere sottoposto alla Commissione europea.

ALLO STATO NUOVE AZIONI FINO A 1 MILIARDO

Al termine del Cdm, il governo ha parlato di ricapitalizzazione precauzionale, definendola «un'ipotesi residuale e non attuale». Nella bozza del decreto però il Mef è autorizzato a sottoscrivere, sempre entro il 30 giugno 2019, «anche in deroga alle norme di contabilità di Stato, nel limite massimo di 1 miliardo di euro per l'anno 2019, azioni emesse da Banca Carige».

FONDO MEF DA 2 MILIARDI

Nello stato di previsione del ministero dell'economia viene istituito un fondo con una dotazione di 2 miliardi di euro per il 2019, destinato alla copertura degli oneri derivanti dalle sottoscrizione di azioni e dalle garanzie concesse dallo Stato sulle obbligazioni e sull'erogazione di liquidità di emergenza. Un miliardo proviene dal fondo destinato proprio alle garanzie rilasciate dallo Stato istituito nel 2014 e un altro miliardo dalle risorse dei fondi multilaterali di sviluppo e del fondo globale per l'ambiente.

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