Inflazione Gennaio Istat

Perché la frenata dell'inflazione a gennaio è una brutta notizia

Secondo le stime preliminarie dell'Istat è dello 0,9%, frena anche il carrello della spesa (0,5%). Un brutto segnale per la crescita economica e la sostenibilità del debito pubblico.

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L'inflazione italiana frena ancora secondo le stime preliminiari diffuse dall'Istat il 4 febbraio. A gennaio i prezzi sono cresciuti dello 0,9%, dall'1,1% di dicembre. Il tasso risulta così in rallentamento per il secondo mese consecutivo, portandosi sotto la soglia dell'1,0%. È il valore più basso dall'aprile del 2018, ovvero da dieci mesi. Su base mensile si registra invece un aumento dello 0,1%. «Il 2019 si apre con un'inflazione in calo, accentuando i segnali di debolezza che avevano caratterizzato l'ultima parte del 2018».

RALLENTA ANCHE IL CARRELLO DELLA SPESA

A gennaio rallenta la crescita dei prezzi per il cosiddetto carrello della spesa (in cui rientrano i beni alimentari, per la cura della casa e della persona). L'indice, infatti, si attesta allo 0,5%, dallo 0,7% di dicembre. Si tratta del livello più basso da marzo 2018.

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PERCHÉ È UNA BRUTTA NOTIZIA

La frenata dell'inflazione non è una buona notizia per l'economia italiana per due motivi. Il primo è intuibile: il fatto che i prezzi non crescano può essere spia del fatto che i consumi non aumentano e che, quindi, l'uscita dalla recessione è ancora lontana. Normalmente, infatti, i periodi di crescita economica sono caratterizzati anche da un forte aumento dei prezzi. Il secondo motivo per cui un'inflazione fiacca è negativa per il Paese ha a che fare con il debito pubblico. L'ammontare complessivo dei soldi che lo Stato italiano deve restituire, infatti, sarebbe meno pesante se la crescita dei prezzi ne riducesse il valore reale rispetto a quello nominale. Facciamo un esempio: immaginiamo che lo Stato debba restituire 100 euro di debito e che incassi, di tasse, il 20% di Iva e il 30% dall'imposta sul reddito dai lavoratori. Il primo anno l'incasso è pari a 40. Il secondo, essendo cresciuti i prezzi e gli stipendi, l'incasso passa a 60. Se l'inflazione è bassa, però, questa crescita non c'è. Bisogna inoltre tenere conto che l'Italia paga gli interessi sul debito e che la crescita dello spread, sul lungo periodo, fa crescere il loro valore.

4 Febbraio Feb 2019 1110 04 febbraio 2019
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