Pernigotti Chiude Accordo Cassa Integrazione
Economia
5 Febbraio Feb 2019 1916 05 febbraio 2019

Vincono i turchi, governo battuto: Pernigotti chiude

Firmato l'accordo per la cassa integrazione di un anno. L'azienda ha già esternalizzato la produzione in Italia. Ovvero la soluzione che Di Maio aveva promesso di scongiurare.

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Arriva al capolinea la storia di Pernigotti: il 5 febbraio i sindacati hanno firmato l'accordo per la cassa integrazione che di fatto sancisce la fine della produzione nello stabilimento di Novi Ligure, mentre la proprietà turca mantiene la proprietà del marchio ed esternalizza la produzione. Ovvero esattamente la strada che il governo Conte, con il ministro Luigi Di Maio aveva promesso che sarebbe stata scongiurata.

IL COMUNICATO DELL'AZIENDA

In serata l'azienda in un comunicato spiega che «è stato raggiunto l'accordo con sindacati ed Rsu relativo all'avvio della procedura di Cassa integrazione guadagni Straordinaria per 92 dipendenti dello stabilimento di Novi Ligure ». Si parte il 6 febbraio per dodici mesi: l'azienda, nell'incontro al ministero del Lavoro, ha ribadito «il proprio impegno a limitare quanto più possibile l'impatto sociale e a ricercare concrete possibilità di re-industrializzazione del sito» e a «comunicare tempestivamente eventuali accordi di re-industrializzazione, cercando di evitare il proliferare di inutili speculazioni - come avvenuto nei mesi scorsi - per non alimentare false aspettative, prive di concreti fondamenti».

IL PIANO DEI TURCHI È GIÀ PARTITO

Pernigotti aveva annunciato l'intenzione di chiudere lo stabilimento italiano a novembre. Inizialmente si era diffusa la voce che la produzione sarebbe stata esternalizzata in Turchia. In realtà l'intenzione del gruppo era mantenere il marchio e appaltare la produzione a un'altra fabbrica italiana. Toksov, il proprietario turco, ha reso noto che l'esternalizzazione è già iniziata e che Pernigotti «ha già affidato a partner attivi sul territorio nazionale la produzione di alcune linee di prodotto, salvaguardando la qualità e l'attenzione per le materie prime che da sempre caratterizzano l'offerta Pernigotti». L'azienda conferma «la volontà di continuare a produrre, distribuire e commercializzare i propri prodotti dolciari attraverso accordi di terziarizzazione in Italia».

QUANDO DI MAIO FACEVA LA VOCE GROSSA

Lo scorso 15 novembre, Di Maio aveva così scritto sui social network: «Io e il presidente Conte incontreremo presto l’attuale proprietà di Pernigotti. Deve essere chiaro che il marchio, la fabbrica e i lavoratori sono un'unica cosa e devono quindi avere un destino condiviso». Da allora sono circolate diverse ipotesi di intesa, Di Maio si è recato a Novi e si è fatto fotografare mentre mangiava cioccolatini, ma l'azienda non ha ceduto di un millimetro. Il 5 febbraio, giorno della firma dell'accordo per la cassa, nessuna dichiarazione da parte del governo e da Di Maio in particolare.

Oggi ho mangiato un cioccolatino che mi hanno donato i lavoratori della Pernigotti. Un piacere di cui sia io che milioni...

Geplaatst door Luigi Di Maio op Donderdag 15 november 2018
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