Italia Recessione
L'Italia in recessione
Cer Stima Pil Primo Trimestre 2019

La stima rivista al ribasso del Pil italiano nel primo trimestre 2019

Il Cer ha ridotto a -0,3% la previsione sul Prodotto interno lordo. Sarebbe la terza contrazione consecutiva. Pesa l'effetto di trascinamento dovuto al calo della produzione industriale. Il grafico.

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I segnali di quell'anno «incredibile» e «bellissimo» promesso dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte ancora non si distinguono all'orizzonte. Anche per colpa di una contrazione della produzione industriale che si è rivelata superiore alle attese a dicembre 2018, con un -5,5% che rappresenta la diminuzione più accentuata dal dicembre del 2012. Sulla base di questo andamento, e considerando il negativo effetto di trascinamento che ne consegue, il Cer (Centro Europa ricerche) ha abbassato a -0,3% la stima sulla variazione tendenziale del Prodotto interno lordo italiano nel primo trimestre 2019. In termini congiunturali si registrerebbe una contrazione dello 0,1%, la terza consecutiva.

ITALIA IN RECESSIONE TECNICA A FINE 2018

Il calo del Pil per due trimestri consecutivi a fine 2018 aveva già certificato l'entrata in recessione tecnica dell'Italia, per colpa di quel -0,2% nel quarto trimestre, peggiore risultato da cinque anni a questa parte e nettamente inferiore alla media dei 28 Stati membri dell'Unione eruropea, che si attesta a +0,3%.

PAESE PIÙ VULNERABILE: COSA RISCHIAMO

Una situazione che rende il nostro Paese più vulnerabile, mettendo a rischio le misure cardine del governo gialloverde, ossia reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. Senza considerare il pericolo di un'esplosione del debito pubblico e di un downgrade delle agenzie di rating che potrebbe arrivare.

COTTARELLI: «INIZIATO IL 2019 NELLA DIREZIONE SBAGLIATA»

A complicare ulteriormente i piani ci si è messo anche il drastico ridimensionamento della crescita prevista per l'Italia proprio dall'Ue per l'anno 2019: +0,2%, ultimo posto in Europa. Una condizione, unita alle fibrillazioni dello spread tornato ad avvicinarsi a quota 300, che suscita l'agitazione degli osservatori, come l'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli: «Abbiamo iniziato il 2019 nella direzione sbagliata. Se dovessimo andare verso una recessione più forte la prima conseguenza sarà quella di un'ulteriore preoccupazione per la tenuta dei conti pubblici, con il deficit che aumenta e il rapporto fra debito pubblico e Pil pure, e la probabilità che lo spread salga a livelli d'allerta cresce notevolmente».

11 Febbraio Feb 2019 1145 11 febbraio 2019
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