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Economia
11 Febbraio Feb 2019 1949 11 febbraio 2019

Il processo ai banchieri di Carife ha assolto 9 indagati su 11

Per il tribunale non c'è stata bancarotta fraudolenta, né scambi di azioni con le banche amiche per l'aumento di capitale. Cancellata mezza inchiesta. 

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Poco meno di sette ore di camera di consiglio per cancellare mezza inchiesta sul crac Carife legato all'aumento di capitale 2011, per 150 milioni di euro: il tribunale di Ferrara ha infatti condannato due imputati e ne ha assolti nove. Due anni e sei mesi all'ex presidente Sergio Lenzi e due anni e tre mesi all'ex dg Daniele Forin. Condanne basse, rispetto alle richieste (7 anni e 4 mesi e 7 anni) solo per i reati di falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza e solo per un capo di aggiotaggio per Lenzi, mentre gli altri aggiotaggi per i due massimi vertici sono stati dichiarati prescritti. Cade invece l'accusa di bancarotta fraudolenta perché il fatto non sussiste: dunque, secondo i giudici non vi fu 'fittizietà' del patrimonio, non vi furono scambi di azioni illegali tra Carife e le banche amiche per arrivare alla quota dell'aumento di capitale di 150 milioni di euro. Per questo sono stati assolti tutti gli imputati cui era contestato il concorso in bancarotta patrimoniale, e negli altri reati.

Assolti con varie formule (il fatto non costituisce reato o non sussiste) Michele Sette, funzionario tecnico Carife, Michele Masini, responsabile società revisione Deloitte&Touche e Davide Filippini (indicato dalla Procurta come il 'deus ex machina' dell'operazione). Assolti pure i massimi dirigenti delle banche coinvolte Germano Lucchi, Maurizio Teodorani e Adriano Gentili (per Cari Cesena) e per Spartaco Gafforini (Valsabbina Brescia). Assolti infine anche Paolo Govoni e Teodorico Nanni, gli unici per cui la stessa procura non aveva ravvisato responsabilità. La sentenza è arrivata a quattro anni di distanza, dopo indagini e udienze fiume e un processo in corsa, iniziato nel giugno scorso e concluso con il verdetto, per evitare le prescrizioni dei reati minori. La lettura del dispositivo, nel pomeriggio, è durata quasi un'ora e mezza, perché sono state elencate tutte le parti civili, nomi e cognomi di quasi mille risparmiatori, gli azionisti che comprarono azioni Carife: per tutti loro, però, tuttavia, il tribunale non ha stabilito nessuna provvisionale, demandata al civile. La sentenza di questo processo è una sorta di primo round: adesso tutte le parti si confronteranno sulla nuova inchiesta che riguarda il dissesto della banca dal 2007 al 2013, con una trentina di indagati per bancarotta per dissipazione e distrazione.

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