In 200 con 400 mln in banca svizzera

Allarme della Gdf sul reddito di cittadinanza: rafforzare le ispezioni

Per le Fiamme gialle la misura bandiera del M5s richiede maggiori verifiche per evitare che i fondi finiscano nelle mani sbagliate. «Serve un rafforzamento del presidio ispettivo».

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Rafforzare le ispezioni e intensificare i controlli sul reddito di cittadinanza. In vista dell'entrata in vigore di una delle misure bandiera del governo gialloverde, la Guardia di Finanza ha messo in campo una serie di misure per evitare che i 7,1 miliardi di fondi pubblici destinati ad oltre 5 milioni di cittadini in povertà finiscano nelle tasche sbagliate. L'input operativo è contenuto nella circolare sulle le linee d'azione per il 2019 che il Comando generale ha inviato a tutti i reparti sul territorio.

LA CIRCOLARE: «RINFORZARE IL PRESIDIO ISPETTIVO»

Nel documento si sottolinea che alla luce del programma di politica economica indicato dal governo, che riserva «una particolare attenzione per l'inclusione e la sostenibilità sociale», vale a dire il «cosiddetto reddito di cittadinanza, tutto il settore della spesa pubblica assume per la Gdf una rilevanza strategica». E in quest'ottica è dunque necessario «assicurare un rafforzamento del presidio ispettivo nel settori della spesa assistenziale»: di fatto serve una «intensificazione dei servizi in materia di prestazioni sociali agevolate, con particolare riguardo alle misure per il contrasto alla povertà, verosimilmente destinate ad essere assorbite nel reddito di cittadinanza».

UN EMENDAMENTO PER ESTENDERE LA SCALA DI EQUIVALENZA

Il 12 febbraio è scaduto anche il termine per presentare gli emendamenti in commissione affari costituzionali al Senato. Tra le varie proposte c'è anche quella del M5s di ridisegnare la scala di equivalenza. La proposta di modifica lascia ad 1 il parametro della scala di equivalenza per il primo componente della scala di equivalenza, e a 0,4 l'incremento per i componenti maggiorenni del nucleo. Viene invece portato a 0,3 l'incremento per i minorenni, ponendo come tetto massimo non più 2,1 ma 2,5. Nel caso quindi si riceva il beneficio massimo di 500 euro al mese, l'importo va moltiplicato ora per 2,5 arrivando così a 1.250 euro (dai 1.050 del testo originario del decreto), cifra a cui aggiungere il fisso di 280 euro per l'affitto. Si salirebbe così complessivamente a 1.530 da 1.330 euro al mese.

12 Febbraio Feb 2019 1348 12 febbraio 2019
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