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La mappa delle banche europee esposte al rischio Italia

In caso di un'altra crisi, a rimetterci sarebbero soprattutto gli istituti francesi: Bnp Paribas e Crédit Agricole. Ma anche Deutsche Bank, Dexia, Bpva e Sabadell.

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La finanza europea torna a occuparsi di un tema rimasto nel cassetto, forse non a caso, per troppi mesi: la sostenibilità del debito pubblico italiano. Un problema in grado di scatenare la paura tra gli investitori forse più di altri rischi presenti oggi sui mercati, come scrive in un recente approfondimento Bloomberg, che ha pubblicato un'analisi basandosi sui dati dell'Autorità bancaria europea. Le principali banche europee, secondo l'agenzia fondata dall'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, avrebbero in pancia circa 425 miliardi di euro di titoli di Stato italiani. È poco meno di un terzo dello stock del debito pubblico «più pericoloso d'Europa» così lo definisce l'agenzia, pari a poco meno di 1.500 miliardi di euro. Oltre la metà, ricordiamo, è in mano invece a banche, assicurazioni e fondi di investimento italiani. Detto altrimenti: se salta l'Italia, l'intero sistema finanziario europeo rischia di essere messo in seria difficoltà.

PER NUTRIRE IL DEBITO ITALIANO NEL 2019 SERVONO 400 MILIARDI DI EURO

Sebbene l'economia italiana sia scivolata in recessione nel quarto trimestre, i mercati per ora sono tranquilli, ma basta poco, come visto lo scorso autunno in occasione dell'approvazione della Finanziaria per il 2019, per rovinare l'umore agli investitori. Il loro pensiero, ovviamente, va ai conti pubblici italiani e, soprattutto, alla capacità del paese di rispettare i vincoli di bilancio europei. E, quindi, alle elezioni europee di maggio, che potrebbero persino sancire la fine dell'attuale governo bicefalo targato M5S e Lega. L'Italia, inoltre, deve rifinanziarsi sul mercato quest'anno per almeno 400 miliardi di euro, una cifra, rileva Bloomberg, di poco inferiore alla capacità esistente del fondo di salvataggio previsto dal meccanismo europeo di stabilità. In caso di default, per salvare l'Italia Bruxelles sarebbe costretta a esaurire le munizioni e, quindi, a rimettere in discussione l'esistenza stessa dell'unione bancaria e monetaria.

BNL HA 143,2 MILIARDI DI EURO DI BOND PUBBLICI E PRIVATI

Ma quali sono le banche più esposte al rischio Italia? Le banche francesi, stando all'analisi di Bloomberg, che però considera non solo i titoli governativi ma anche quelli privati (le obbligazioni societarie, comprese quelle emesse dalle banche), sarebbero le più esposte al rischio Italia con una cifra superiore a 285 miliardi di euro e, quindi, le più vulnerabili a un'eventuale crisi debitoria, che metterebbe in ginocchio l'economia già in difficoltà del Paese attraverso il collasso del sistema finanziario. Inoltre, le due principali banche d'Oltralpe, Bnp Paribas e Crédit Agricole, contano molti sportelli in Italia e potrebbero risentire direttamente di una crisi economica del Paese. La fotografia di Bloomberg, tuttavia, è datata alla fine di giugno 2018 e, quindi, l'esposizione delle banche nel semestre successivo potrebbe essere cambiata, e persino di molto, considerando le vendite sul mercato secondario registrate la scorsa estate. Ma guardiamo in dettaglio l'analisi dell'agenzia su dati dell'Abe: Bnp Paribas, che in Italia controlla Bnl, alla fine di giugno aveva in pancia 143,2 miliardi di euro in obbligazioni italiane, tra quelle governative (che sono la minima parte) e quelle del settore privato, mentre Crédit Agricole, il gruppo che ha acquisito Cariparma, detiene 97,2 milioni di titoli italiani. Sono le due banche estere più esposte all'Italia. Il terzo detentore d'Oltralpe è invece Société Générale con 21,2 milioni di euro.

DA DEUTSCHE A DEXIA, DA BBVA A BARCLAYS

In Germania sono Deutsche Bank (29,6 miliardi) e Commerzbank (12,4 miliardi) le due banche a rischio Italia, mentre in Belgio è il colosso Dexia, fallito e salvato dopo la crisi del 2008, ad aver investito 23,1 miliardi in obbligazioni italiane, di cui oltre la metà in Btp. In Spagna il maggior detentore di titoli di debito italiani è Bbva (13,2 miliardi), anche se Sabadell allo scorso giugno aveva in portafoglio quasi esclusivamente Btp per 6 miliardi. Nel Regno Unito è Barclays con 17,4 miliardi in titoli obbligazionari a poter essere colpita da una crisi economica italiana. Quanto alle banche italiane, UniCredit alla fine del primo semestre 2018 aveva in portafoglio ben 66,3 miliardi in Btp; Intesa Sanpaolo 47,3 miliardi; Banca Mps 25 miliardi; Banco Bpm 20,5 miliardi; Iccrea (della galassia Bcc) 11,1 miliardi; Ubi 9,8 miliardi; Popolare di Sondrio 9,6 miliardi; Bper 9,7 miliardi; Credem 3 miiardi e Carige 1,8 miliardi.

17 Febbraio Feb 2019 1800 17 febbraio 2019
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