Cda Tim Oggi 14 Marzo
Economia
14 Marzo Mar 2019 2216 14 marzo 2019

Cosa è successo nel Cda di Tim del 14 marzo 2019

Confermata la fiducia a Gubitosi e Conti. Dopo i rumor sull'ipotesi di dimissioni del presidente, accolti con un «Magari!» dall'ex ad Genish. Il racconto della giornata.

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Un Cda 'di fiele' in Tim, ma la maggioranza fa quadrato intorno al presidente Fulvio Conti e all'ad Luigi Gubitosi e riafferma «piena fiducia nel loro operato». I consiglieri hanno dovuto fare i conti con le critiche dei Sindaci e le presunte irregolarità messe in evidenza nella relazione che chiude l'istruttoria dopo le accuse dei francesi, in particolare sulla revoca delle deleghe all'ex ad (rimasto in Cda) Amos Genish. «Tutte le decisioni», risponde il Cda ai sindaci premettendo di non condividere le critiche a presunte asimmetrie informative o vizi procedurali ma soprattutto riaffermando di non essere l'espressione di un singolo socio, «sono state assunte in ambito collegiale, nel solo interesse della società e senza che possa ravvisarsi alcuna situazione di conflitto di interessi». E soprattutto «l'attività del presidente è stata conforme ai doveri di istruzione e guida dei lavori consiliari e non sussiste alcuna ragione che possa metterne in discussione l'indipendenza».

Nella sede romana di Tim non si è quindi nemmeno ventilata, come i rumor di mercato avevano insinuato, l'ipotesi di dimissioni del presidente Conti, sulla graticola da alcune settimane. «Magari!», si lascia scappare a denti stretti Genish, che invece è accusato di aver ritardato l'impairment test e di aver portato risultati troppo distanti dal suo stesso piano. «È fuori luogo parlare di sedute ombra e falso che ad esse abbiano partecipato esponenti e consulenti di Elliott», chiarisce il Cda di Tim. Ci sono stati è vero colloqui con il presidente ma «nessuno ha avuto accesso a informazioni tali da alterare la parità informativa». Alcuni consiglieri, prima del tanto discusso Cda in cui a Genish è stato revocato l'incarico, hanno ricevuto un'email con tre documenti allegati, ma ai fini della parità informativa il Cda lo reputa «irrilevante» perchè è successo nella notte, a poche ore dalla riunione e perchè conteneva solo la bozza del menabò della seduta, a cui poi tutti hanno partecipato. Dunque «tutti», ribadisce il Cda, «hanno avuto piena contezza del contenuto del documento prima di esprimere il voto».

Nessun complotto ma il Cda, questo sì, ha perso la fiducia in Genish che «ha ritardato la presentazione dei dati di forecast, che evidenziavano significativi scostamenti con le previsioni di budget, nonostante tale presentazione fosse stata richiesta a più riprese sia in sede di Comitato per il Controllo e i Rischi, sia in sede consiliare». E perchè, spiega il Cda, «il forte scostamento rendeva necessario un sostanziale ripensamento del piano industriale 2019/2021, che non era possibile affidare a chi aveva mancato di raggiungere in modo così significativo gli obiettivi contenuti nel proprio piano, dopo soli nove mesi dalla sua approvazione (6 marzo 2018)». «È pacifico, e fisiologico», prosegue, «che situazioni simili creino, all'interno dell'organo amministrativo, divisioni. Ma è altrettanto pacifico che ogni decisione è stata assunta nell'ambito consiliare, seppure a maggioranza». E, conclude mettendo una pietra tombale, nessuno ha infatti mai pensato di impugnare nessuna delle delibere.

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