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NUOVA VIA DELLA SETA
14 Marzo Mar 2019 1110 14 marzo 2019

Cosa hanno detto Salvini e Di Maio sulla Nuova via della seta

Il ministro del Lavoro celebra il «totale accordo» nel governo. Ma il leader della Lega dichiara che il memorandum può essere cambiato. E Padoan: «Serve l'analisi costi benefici».

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Dopo la difesa del premier Giuseppe Conte e soprattutto la discesa in campo del Quirinale nella gestione del delicato dossier della Via della Set, il vicepremier Luigi Di Maio ha celebrato una presunta totale comunanza di intenti. Sulla questione della Via della Seta «sono contento che nel governo ci sia totale accordo», ha detto il ministro del Lavoro a margine della visita all'azienda Vim di Matera durante il tour per le elezioni regionali della Basilicata. Peccato che non abbia tenuto conto dell'azionista ad oggi di maggioranza del governo, cioè Matteo Salvini che in una conferenza stampa a Montecitorio ha dichiarato: «Stiamo leggendo. Ma il memorandum non è un testo sacro, si può modificare, si può migliorare». In ogni caso Di Maio ha proseguito nel solco della posizione filtrata dal Colle: «La via della Seta non deve essere vista assolutamente come una nuova alleanza geo-politica: è un memorandum che firmerò io come Ministro dello Sviluppo economico e che servirà anche ai porti del Sud». A Matera Di Maio ha aggiunto che la partecipazione dell'Italia al progetto «porterà nuove occasioni di sviluppo in porti come quelli di Taranto: è una grande opportunità per le nostre imprese di portare le eccellenze agroalimentari e artigianali in Cina».

MOAVERO: «SIAMO ARRIVATI A UN PUNTO DI EQUILIBRIO»

Prova a mettere pace il ministro degli Esteri Enzo Moavero secondo cui «la mia comprensione è che si sia trovato un punto di equilibrio. Penso che dobbiamo essere molto pragmatici e molto concreti: la Cina è un mercato importantissimo anche per i nostri prodotti, quindi è importante per un Paese come l'Italia, a vocazione esportatrice di prodotti di qualità competitivi sui mercati mondiali, avere accesso ampio a un mercato così importante». Martedì 19 marzo sono programmate in Parlamento le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

PADOAN: «SERVIREBBE UN'ANALISI COSTI BENEFICI»

Sul tema è stato interpellato anche l'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan: «È inevitabile avere rapporti con la Cina visto che sta diventando la prima potenza economica mondiale. La via maestra per in rapporti con la Cina è quella di una Unione europea unitaria che definisce in modo individuale le varie questioni. Se ci sono deviazioni nazionali bisogna valutare caso per caso. La penetrazione della Cina in Europa va bene a patto che gli interessi dei Paesi europei e anche dell'Italia siano rispettati quando le imprese italiane vanno a fare business in quel paese. Perché a volte non è così». E Padoan ha proseguito: «La posizione del governo su questo tema? Da quello che si capisce ci sono posizioni diverse a volte dettate più da ragionamenti di tipo preconcetto e ideologico più che analitico». «Anche in questo caso», ha concluso l'ex ministro, «ci verrebbe forse un'analisi costi-benefici».

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