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Economia
15 Marzo Mar 2019 1000 15 marzo 2019

Cosa è successo nel vertice di governo sulla Nuova via della Seta

La Lega chiede prudenza. Dal governo spiegano che verrà rafforzata la golden power. E alla riunione sono presenti anche il ministro Tria e il ministro Toninelli.

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Il memorandum da firmare con la Cina sulla Nuova via della Seta (leggi cosa c'è nella bozza) sarà approvato senza modifiche. Questo almeno è quello che hanno fatto filtrare fonti del Movimento Cinque Stelle al termine del vertice convocato a Palazzo Chigi il 15 marzo per discutere della delicata intesa con la Cina oltre che di opere pubbliche e sblocca cantieri. «Dei 13 Paesi che hanno sottoscritto il memorandum con la Cina l'Italia è l'unico che richiama diffusamente principi e regole europee», ha dichiarato il premier Giuseppe Conte al termine dell'incontro. «Rafforzeremo la golden power per rafforzare gli interessi nazionali» ,ha spiegato il primo ministro, aggiungendo che «una cosa è la tutela degli asset strategici, una cosa la sottoscrizione di un accordo quadro non vincolante. Sottoscrivendo il memorandum noi non mettiamo in gioco asset strategici». «Per quanto riguarda la partita del 5G è una partita che stiamo seguendo e stiamo valutando tutte le contromisure. Vale per i cinesi e per tutti gli operatori che gestiscono il traffico dei dati. Sono questioni molto sensibili per gli interessi nazionali e imporremo tutte le cautele per tutti gli operatori», ha dichiarato il presidente del Consiglio.

I LEGHISTI: «SICUREZZA NAZIONALE PRIMA DI TUTTO»

«Questa», ha concluso Conte, «è una grande opportunità per l'export». «Siamo molto preoccupati anche noi, come gli Usa» sul dossier 5G, ha rassicurato il vicepremier Luigi Di Maio. «Sulle telecomunicazioni saremo vigili». Dalla Lega avevano avvertito che occorre prudenza. «È fondamentale aiutare le aziende italiane a crescere ed esportare all'estero, per raggiungere i numeri di Francia e Germania, e per questo ringraziamo per il grande lavoro fatto Conte, Di Maio e Geraci. Ovviamente la sicurezza nazionale viene prima di tutto e quindi su alcuni settori strategici per noi e per gli alleati (telecomunicazioni, energia, porti e infrastrutture) stiamo facendo tutte le verifiche e le valutazioni necessarie: prima viene la sicurezza degli Italiani, poi l'interesse economico», hanno commentato fonti leghiste. Al vertice hanno partecipato anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e il ministro dell'Economia Giovanni Tria, con Conte, Di Maio e Toninelli.

«Firmeremo se tutto sarà al 100 per cento chiaro», assicura il sottosegretario allo Sviluppo Economico Michele Geraci in un'intervista a Repubblica sul memorandum con la Cina, che ha seguito per conto del governo, precisando che comunque si tratta di «un accordo quadro, non vincolante». «Noi», ha precisato, parlando della posizione della Lega a riguardo, «vogliamo far sì che quest'intesa non contenga nulla che possa danneggiare gli interessi del Paese o che metta a rischio la sicurezza nazionale». Spiega che il 5G nell'accordo «non c'era mai stato». Anche se le bozze visionate dal magazine Politico.eu raccontano un'altra versione dei fatti.

INVESTIMENTI E AMPLIAMENTO DELLA CAPACITÀ DEI PORTI

Per quanto riguarda i porti,«nel MOU non c'è nessun riferimento a specifici assets, società o altro, i cinesi non possono comprare nei nostri porti. Ci possono essere invece degli investimenti cinesi per l'ampliamento della capacità di alcuni porti, investimenti greenfield dei quali altri Paesi europei hanno ampiamente goduto: il Regno Unito ha ricevuto 15 miliardi, la Germania 6, la Francia 5, noi meno di un miliardo, fanalino di coda». Quanto all'allarme degli Usa, il sottosegretario ha sottolineato che «forse se ne è frainteso il contenuto. E comunque il fatto che sia generico non significa che non curiamo ogni singola frase, l'Italia è vigile sui propri interessi nazionali».

ANAC MANTIENE IL SUO RUOLO

Intanto il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, ha fatto sapere che Anac manterrà il suo ruolo: «Anac continuerà ad esserci, il decreto non depotenzia il suo ruolo almeno per come ci è stato illustrato in questa fase preliminare. Semmai ad Anac verranno affidate valutazioni di precontenzioso per evitare l'arrivo di troppe cause ai tribunali, può essere il paradiso o l'inferno più probabilmente, viste le mediazioni continue, sarà il purgatorio».

IN ARRIVO IL DECRETO SBLOCCA CANTIERI

Toti ha anche confermato il prossimo varo di un decreto legge sblocca cantieri: «La più importante novità è che si farà speriamo presto un decreto legge sblocca cantieri, che questo conterrà alcune norme sulle gare d'appalto, sulla offerta economicamente pi vantaggiosa, sulla short list e altre norme tecniche. Ci sarà un confronto in sede tecnica e poi in sede politica. Abbiamo chiesto un confronto anche per le opere già finanziate ma che non stanno partendo o progettate e non finanziate, un confronto che sia con le Regioni: ci sono territori che aspettano strade, ferrovie, interporti, aeroporti: di tutto questo bisogna parlare. Serve un allineamento tra poteri, bene sbloccare i cantieri che ci sono ma programmare quelli che non partono».

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