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Economia
15 Marzo Mar 2019 1456 15 marzo 2019

La Sec accusa Volkswagen di frode ai titolari di obbligazioni

Azione legale alla Corte di San Francisco contro la casa automobilistica il suo ex amministratore delegato, Martin Winterkorn. Nuovo capitolo del Dieselgate.

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La Sec americana accusa Volkswagen di «frode» e di aver mentito agli investitori, aprendo un nuovo capitolo nella saga del Dieselgate che ha coinvolto la casa automobilistica tedesca. La commissione che vigila su Wall Street ha avviato un'azione legale alla Corte di San Francisco nei confronti dell'azienda e del suo ex amministratore delegato, Martin Winterkorn, per truffa ai danni dei titolari di bond.

La frode ammonterebbe a centinaia di milioni di dollari e sarebbe stata realizzata anche ingannando il mercato sui test per le emissioni. Nel 2015 Volkswagen ha ammesso di aver truccato le analisi utilizzando un software speciale installato su milioni di veicoli in tutto il mondo e ha pagato sanzioni per più di 30 miliardi di dollari. La denuncia della Sec, depositata presso il tribunale federale di San Francisco, fa riferimento a 13 miliardi di dollari di obbligazioni e altri titoli emessi da Volkswagen nel 2014 e nel 2015. L'accusa sostiene che Volkswagen abbia fatto affermazioni false e fuorvianti sulla propria salute finanziaria e sull'impatto ambientale delle automobili prodotte, per vendere titoli agli investitori a prezzi gonfiati. Secondo la Sec i dirigenti della Volkswagen erano a conoscenza del fatto che questi titoli erano stati venduti e che oltre 500 mila veicoli negli Stati Uniti violavano i limiti delle emissioni. L'obiettivo della Sec è quindi quello di recuperare i «guadagni illeciti» incamerati dall'azienda e imporre ulteriori sanzioni civili. Volkswagen si prepara a dare battaglia e sostiene che i titoli oggetto della denuncia sono stati venduti «solo a investitori istituzionali, che non sono stati danneggiati e hanno ricevuto tutti i pagamenti di interessi e capitale in modo completo e puntuale». La società tedesca ha ancora diverse cause aperte, tra cui quella intentata dagli azionisti in Germania che sostengono di essere stati ingannati e che chiedono più di 9 miliardi di euro di danni.

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