Italia Recessione
L'Italia in recessione
Oggi Moody's Rating Italia 2019

La decisione di Moody's sul rating dell'Italia del 15 marzo

Rinviato il giudizio da parte della più severa delle agenzie americane, per cui siamo già a un solo gradino dal livello spazzatura. 

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L'agenzia Moody's ha rinviato il giudizio, atteso la sera del 15 marzo, sul rating dell'Italia. Rating che è attualmente un gradino appena sopra il livello spazzatura, quello in cui l'investimento nei nostri titoli di Stato è ufficialmente bollato come speculativo. L'ultimo taglio che ci ha portato al livello Baa3, vicino ai Paesi che rischiano di non rimborsare i propri creditori, è stato annunciato a metà ottobre, nel bel mezzo della trattativa con Bruxelles sulla manovra economica. E tuttavia poi è arrivata la recessione tecnica confermata dall'Istat e proprio Moodys' a febbraio ha tagliato le stime sul nostro Pil da 1,3 a 0 - 0,5%.

La tabella dei vari giudizi delle tre principali agenzie di rating.

In quella occasione l'agenzia aveva spiegato che la sua previsione sull'andamento del rating era di medio lungo periodo: «Abbiamo un outlook stabile, copre un arco di 12-18 mesi e non vediamo cambiamenti», aveva precisato l'analista per l'Italia Kathrin Muehlbronner. E tuttavia aveva anche avvertito sul rischio di nuove elezioni, specificando che «il rischio politico è difficile da 'prezzare'. Potrebbe esserci necessità di una nuova coalizione con una ulteriore incertezza politica». Il 22 febbraio l'agenzia Fitch ha deciso di mantenere il nostro rating a livello BBB, con outlook negativo, accodandosi a Moody's nella valutazione del rischio elezioni, ma sostanzialmente dandoci il miglior giudizio possibile. Mentre a ottobre quando Moody's ci aveva declassato a un passo dal non investment grade, l'agenzia Standard & Poor's aveva modificato l'outlook portandolo da neutro a negativo, ma mantentendo il giudizio a Bbb.

Il taglio delle previsioni su Pil italiano annunciato a febbraio.
15 Marzo Mar 2019 2003 15 marzo 2019
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