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Germania, il sorpasso dell'Italia su Londra nell'import-export

Il 2018 un altro record di interscambi (+8%) tra la locomotiva e la seconda manifattura d'Europa. Diventato quinto partner mondiale dei tedeschi. In testa la Cina, anche gli Usa perdono terreno.

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In vista della Brexit l'interscambio tra la Germania e il Regno Unito nel 2018 è calato di quasi il 3% e quello con la Francia è rimasto stazionario (+0,3%). Non è andata così invece con l'Italia, che a dispetto delle basse performance sulla crescita (+1%) nell'anno passato e della recessione del 2019 ha registrato un nuovo record di intensità dei rapporti commerciali con i tedeschi. Né ha pesato sull'andamento complessivo la brusca frenata della Locomotiva d'Europa nell'ultimo trimestre del 2018: a Berlino l'import-export con l'Italia è brillato tra i migliori trend registrati, con un tasso di crescita annuo del +7,8% che è secondo di pochi punti decimali solo a quello con la Polonia (+8,1%) e con i Paesi Bassi (+8,2%). Nel 2018 la partnership con gli italiani ha sorpassato anche quella con la Gran Bretagna e, continuando di questo passo, nei prossimi anni potrebbe avvicinarsi ai 170 milioni annui di scambio con i francesi.

TREND AL RIALZO DAL 2014

L'ultimo rapporto diffuso dalla Camera di commercio italo-germanica (Ahk) evidenzia una tendenza al rialzo chiara e costante dal 2014. Da allora il valore delle partnership commerciali dei tedeschi con l'Italia è lievitato da circa 104 miliardi ai 130 miliardi del 2018, secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica tedesco (Destatis). Un altro anno dei record era stato il 2017, con un +8% di interscambio con l'Italia, ma già dal 2015 che i rapporti commerciali tra i due paesi erano cresciuti del 4% l'anno. Al contrario dal 2015 il valore dell'import-export della Germania con la Francia è fisso sui 170 miliardi di euro, anno nel quale quello con il Regno Unito era sui 127 miliardi, 8 in più degli attuali. Tra i partner europei l'Italia è, con l'Olanda, il Paese che trae più impulso dalla produttività e dal boom nell'export dell'industria tedesca. Mentre le altre potenze del continente restano indietro. Per fare un altro esempio dei mutati rapporti con l'estero della Germania, nel 2016 gli Stati Uniti scavalcarono la Francia diventando i suoi primi partner commerciali, ma poi toccò loro la stessa sorte dei francese: in un anno gli Usa furono superati dalla Cina.

Il premier conte in visita nel 2018 in Germania, anche per firmare accordi commerciali.
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SULL'ECONOMIA TEDESCA L'INCOGNITA TRUMP

Con il nuovo massimo di quasi 200 miliardi di interscambio del 2018, il Dragone svetta al primo posto nei rapporti commerciali dei tedeschi con l'estero, mentre i cugini d'Oltralpe che per 40 anni erano stati i loro partner più importanti sono scivolati al quarto posto, appunto davanti all'Italia. Colpa della globalizzazione, che favorisce la Cina e Paesi come l'Olanda con i maggiori porti internazionali del mondo: anche nell'interscambio con la Germania i Paesi Bassi sono balzati davanti agli Usa con un volume di affari di quasi 190 miliardi di euro (178 mld). E colpa anche, nel 2018, del protezionismo di Trump che rappresenta un'incognita per l'economia europea trainata dalla germania, e di riflesso anche per l'Italia seconda manifattura d'Europa, sempre più legata all'indotto tedesco. Per il 2019 Berlino ha dimezzato al +1% le stime sul Pil nazionale, se confermato sarebbe l'andamento peggiore dal 2013, proprio a causa dei dazi Usa contro la Cina e, minaccia Trump, presto contro la Germania.

L'ANDAMENTO GEMELLO DELLE DUE MANIFATTURE

Tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019 gli ordini dell'industria tedesca sono calati dell'1,6%, molto più delle aspettative che stimavano uno 0,3% certo non entusiasmante ma più rassicurante. Un altro dato negativo produzione diminuita a dicembre 2018 dello 0,4% in Germania, nel quarto mese consecutivo di flessione. Ha retto in compenso, in lieve rialzo, l'industria manifatturiera che è quella che più preme all'Italia e fa pronosticare ai tedeschi che per loro non ci sarà recessione tecnica. Dai dati Eurostat del 2018 sull'andamento pressoché identico dei comparti produttivi italiani e tedeschi è evidente come i due siano profondamente intrecciati. Soprattutto nel Nord Italia, dove la Lombardia ha uno scambio commerciale con la Germania pari al Giappone, di circa 44 miliardi di euro (il Veneto di 20 miliardi, più del Brasile). Colpisce che anche il Lazio abbia partnership per quasi 9 miliardi con i tedeschi, cioè più dei 7,4 miliardi dell'Arabia Saudita.

Tra le regioni tedesche con più rapporti economici con l'Italia è in testa la Baviera

Anche Bayer collabora con l'Italia nell'istruzione del modello duale di scuola e lavoro.
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PIÙ 4% DELL'EXPORT ITALIANO VERSO LA GERMANIA

O che l'export dalla Sicilia in Germania di prodotti alimentari e di bestiame vivo sia per esempio aumentato del 21%. Che i tedeschi acquistino più macchinari e materiale da trasporto non solo dal Friuli (+12%) ma dalla Campania (+8%). Mentre è vero l'inverso per la Liguria che nel 2018 li ha importati dalla Germania con un boom del 195% (per un volume d'affari di oltre 900 milioni di euro). Da dove la Toscana, sesta regione per interscambio, attinge soprattutto di prodotti chimici e connessi (+24%), soprattutto per le collaborazioni e le acquisizioni sviluppate nel comparto farmaceutico. Mentre all'Emilia Romagna dell'industria tedesca interessa in primo luogo l'automobilistico. Al solito la Germania è il primo partner commerciale dell'Italia, con un nostro export verso i tedeschi cresciuto di quasi il 4% (58 miliardi di euro) nel 2018, mentre le nostre importazioni sono aumentate del 7% (circa 70 miliardi).

LA BAVIERA IL LAND CON PIÙ SCAMBI

La Francia è staccata a 85 miliardi di interscambio complessivo con l'Italia, dietro vengono Stati Uniti (58 milardi), Spagna (45 miliardi) e Cina (44 miliardi). Tra le regioni tedesche con più rapporti economici con l'Italia c'è in testa la Baviera, con una partnership di 25 miliardi maggiore che con la Polonia. Poi ci sono il Baden-Württemberg (23 miliardi) maggiore che non la Russia e il Nord Reno-Vestfalia (21 mld) maggiore che con l'Austria. Ovvio che i Land più ricchi e industrializzati della Germania abbiano comprensibilmente un grosso import-export, anche con l'Italia. Il trend fotografato è molto positivo ma per la stessa Camera di commercio italo-germanica «non può essere dato per scontato, occorre evitare scelte isolazioniste e restare ancorati al progetto europeo».

21 Marzo Mar 2019 0800 21 marzo 2019
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