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Mediobanca, Ferrero e la cessione della Sampdoria

La banca ha accettato di fare da advisor per la vendita della squadra blucerchiata. Un'operazione che Cuccia non avrebbe mai approvato. Intanto in pole c'è il fondo Usa York Capital di Dinam con Marolda.

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Enrico Cuccia e Vincenzo Maranghi si staranno girando e rigirando nella tomba. La loro Mediobanca, o meglio ciò che ne rimane dopo la metamorfosi dall’originale operata dal suo ad Alberto Nagel, ha accettato di fare l’advisor di Massimo Ferrero alias Viperetta per gestire la cessione della Sampdoria. Un parvenu senza né arte né parte e una squadra di calcio: esattamente quello che il fondatore della banca di via Filodrammatici e il suo successore avrebbero rifiutato persino di considerare, altro che prenderci un mandato.

Eppure, ecco che sui tavoli dove una volta si posavano solo i grandi dossier del capitalismo italiano ora spicca il fascicolo Ferrero-Sampdoria. Toccherà dunque ai Nagel boys selezionare i veri e presunti pretendenti della squadra genovese, che Ferrero e il suo braccio destro (e socio?) avvocato Antonio Romei fanno finta di non considerare («non si vende, è tutta una bufala») ma con i quali in realtà ardono dal desiderio di trovare un punto d’accordo.

FERRERO CHIEDE 100 MILIONI PER VENDERE LA SAMPDORIA

Viperetta vorrebbe che i compratori gli dessero 100 milioni al netto dei 30 di debito, il meno esagitato Romei si accontenterebbe di 100 lordi, e quindi di 70 netti. Ma al di là della cifra, chi è davvero interessato a Fabio Quagliarella e compagni? Ferrero ha fatto trapelare di essere letteralmente braccato dalla società inglese Ufp Aquilor Capital, fondata da Stephane Mardel e Michael Hadjedj ma gestita da Marko Soldo, un uomo d’affari croato che vanta una vasta esperienza nella gestione di capitali d’investimento e nella gestione di società sportive, che di Aquilor Capital è amministratore delegato.

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria.

Tuttavia, United First Partners – che nel maggio 2017 ha stretto un’alleanza strategica con Mariana, gruppo fondato nel 2009 da degli ex di Lehman Brothers – è sostanzialmente una società di consulenza, e dunque difficilmente potrebbe mettere sul tavolo i soldi che Ferrero si aspetta. Altro specchietto per le allodole è il Fondo Oak Tree, rappresentato in Italia dal banchiere Paolo Fiorentino (ex Unicredit e Carige), che non a caso qualche mese fa Viperetta ha voluto come vicepresidente vicario nella Sampdoria. Nessun vero interesse, ma strumento di un sapiente gioco al rialzo.

L'UNICO VERO POTENZIALE COMPRATORE È IL FONDO USA YORK CAPITAL

Dunque, il vero e unico possibile acquirente, con cui Ferrero e ora anche Mediobanca stanno giocando a tirare sul prezzo, è il fondo americano York Capital di Jamie Dinan, che ha ingaggiato una icona della Samp dei tempi del suo unico scudetto, Gianluca Vialli, come suo frontman. In realtà, l’operazione avrebbe diversi protagonisti che intorno a York Capital stanno formando una cordata. A tirarne le fila è il finanziere Giovanni Marolda, che è amico di Vialli perché è fratello del cognato dell’ex calciatore, Alberto Marolda, che ha sposato la sorella di Cathryn White-Cooper, l’ex modella sudafricana ora quotata arredatrice di interni a Londra che dal 2003 è moglie di Vialli e madre delle sue due figlie, Oliva e Sofia.

I due Marolda sono ricordati per operazioni che avevano coinvolto il Montepaschi ai tempi di Giuseppe Mussari

I due Marolda, cresciuti professionalmente nel mondo Lehman ai tempi di Ruggero Magnoni, sono ricordati per operazioni che avevano coinvolto il Montepaschi ai tempi di Giuseppe Mussari. Alberto Marolda guidava la londinese Tarchon, fondo speculativo cui era agganciato Anthracite, veicolo di Lehman Brothers che emetteva note strutturate con sottostante un paniere di hedge fund. Giovanni Marolda era uno dei due capi della struttura di vendita della Dresdner Bank (l'altro era Raffaele Ricci), l’istituto tedesco controparte di Mps nell’operazione Alexandria Capital e Skylark. Venditore Ferrero, compratore Dinan con Marolda: chissà cosa direbbe Cuccia se avesse ancora voce…

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

29 Marzo Mar 2019 1001 29 marzo 2019
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