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Fca e il dopo Marchionne
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Le tre ipotesi per il futuro di Fca secondo il Financial times

Il quotidiano della City spiega le opzioni al vaglio della famiglia Agnelli. Condivisione della ricerca con i competitor, oppure fusione o unione con un altro grande gruppo. 

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Ci sono tre ipotesi nel futuro di Fiat Chrysler Automibiles. A scriverlo è il Financial Times che dopo i rumor e le smentite su una fusione con Psa, ha spiegato che la famiglia Agnelli non ha intenzione di vendere il settore automotive. E però sono tre le ipotesi - sostiene il Financial Times in un articolo dedicato al futuro dell'azienda automobilistica nata a Torino - su cui John Elkann lavora: accordi per piattaforme di condivisione di ricerca e sviluppo con i competitor, e sulla scia delle indiscrezioni trapelate finora, fusione o unione con un grande gruppo tecnologico. Il Financial Times è generoso con Elkann che viene definito «baluardo della dinastia Fiat» e «il perfetto modello di un moderno industriale globale».

«Elkann», ha ricordato il Financial Times, che nella sua ricostruzione cita persone vicine al presidente di Fca ed Exor - ha cercato un legame nel settore automobilistico per diversificare il rischio dal 2015, quando Fca è stata respinta dalla General Motors». Elkann - ha scritto Ft - descrive gli anni dopo la scomparsa di suo nonno come «terribili» e ricorda che Fiat ha attraversato un momento molto difficile, cambiando quattro amministratori delegati dal 2002 al 2004. Ora Elkann è concentrato sulla guida di Fca in un momento in cui l'industria è sotto pressione per via della disruption tecnologica e il crollo delle vendite in Cina.

QUELLE MIRE DI RENAULT

Solo il 27 marzo scorso sempre il Financial times aveva dato notizia delle mire del gruppo francese Renault sulla casa italiana. Il quotidiano aveva infatti sostenuto che nei piani di Renault ci fosse una doppia iniziativa, prima il riavvio dei colloqui con i giapponesi di Nissan in vista di una fusione, che è già un partner strategico e poi appunto l'acquisizione di Fiat Chrysler con la sua distribuzione a cavallo dell'Atlantico. La strategia della casa transalpina sarebbe stata però rigettata dalla famiglia Agnelli.

30 Marzo Mar 2019 0943 30 marzo 2019
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