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Banche: Tria ha assicurato che i rimborsi arriveranno

Il ministro dell'Economia minimizza le voci di scontro: «Siamo  tranquilli, ripagheremo tutti». Gli arbitrati riguardano solo il 10% dei risparmiatori con Isee sopra i 35mila euro e patrimonio sopra i centomila.

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Mentre la maggioranza cerca una quadra sui rimborsi per i cosiddetti truffati dalle banche, lo schema d'accordo con l'Europa sarebbe già stato trovato sull'ipotesi di rimborsare automaticamente il 90% dei risparmiatori coinvolti. Le verifiche che il M5s non vuole e che invece secondo il ministro Giovanni Tria sono indispensabili per ottenere il semaforo verde della Commissione Ue riguarderebbero solo il 10% dei risparmiatori. Tra i rimborsati automaticamente ci sono anche gli azionisti. I paletti per avere diritto al rimborso automatico sono: Isee di massimo 35mila euro e un patrimonio inferiore ai 100mila euro. I testi dell'accordo sono chiusi, e già consegnati a Palazzo Chigi, sottolineano fonti al Mef.

TRIA DICE DI NON SENTIRSI SOTTO ATTACCO

In mattinata, parlando con i giornalisti prima dell'Eurogruppo informale riunito a Bucarest, il titolare del Tesoro ha spiegato che il governo intende «pagare tutti nel più breve tempo possibile», ma che bisogna farlo «secondo le regole», altrimenti l'obiettivo non potrà essere raggiunto. Tria ha quindi negato che ci siano posizioni differenti all'interno dell'esecutivo: «Stiamo cercando la norma più adatta e io non mi sento sotto attacco, andiamo avanti tranquillamente». Quanto al Documento di economia e finanza, altro dossier spinoso, il ministro dell'Economia ha promesso che arriverà la prossima settimana e conterrà «obiettivi di bilancio chiari e l'inquadramento economico, ci saranno i numeri». Sul tema dei rimborsi è intervenuto anche il ministro per i Rapporti con il parlamento Riccardo Fraccaro: «Vogliamo coinvolgere i truffati e le loro associazioni, dobbiamo assolutamente incontrarli. Non possiamo calare le norme dall'alto. Abbiamo un fondo di 1,5 miliardi di euro. Adesso si tratta di distribuirli, se c'è da aspettare una settimana in più non cambia nulla».

DI MAIO CONTRO GLI ARBITRATI

Il vicepremier Luigi Di Maio ha rincarato la dose: «I truffati dalle banche li dobbiamo risarcire senza arbitrati, lodi o giudici, ne hanno già passate abbastanza. Sono contento che siamo arrivati alla conclusione che vanno risarciti tutti il prima possibile, aspettiamo la riunione di lunedì 8 aprile con le associazioni, ma la mia linea è molto chiara».

GLI INDENNIZZI PREVISTI DALLA MANOVRA

Con la manovra il governo M5s-Lega ha introdotto ristori per i 300 mila piccoli investitori coinvolti nei crac delle banche finite in liquidazione coatta dopo il 16 novembre 2015 e prima del 2018. Si va quindi da Banca Etruria a Veneto Banca, passando per tutti gli altri casi. Le risorse stanziate ammontano a 525 milioni di euro per ciascun anno dal 2019 al 2021, destinati a persone fisiche, imprenditori o coltivatori diretti, ma anche organizzazioni di volontariato, associazioni sociali e microimprese con meno di 10 occupati e fatturato non superiore a 2 milioni, ai quali le azioni o le obbligazioni subordinate siano state vendute con «violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza». L’indennizzo è pari al 30% del capitale investito per gli azionisti e al 95% per gli obbligazionisti subordinati, con un tetto massimo di 100 mila euro a testa, al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione, nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento. A gestire la procedura non dovrebbe essere l'arbitrato della Consob, ma direttamente il ministero dell’Economia, tramite un'apposita commissione che dovrà definire le modalità di presentazione delle domande e il riparto delle risorse. La priorità sarà data a chi nel 2018 ha un Isee sotto i 35 mila euro.

LE CRITICITÀ RISPETTO ALLA NORMATIVA BANCARIA EUROPEA

Il problema è che, mentre nella prima versione del provvedimento era previsto l’obbligo di dimostrare di essere stati spinti a comprare i titoli dalle banche in violazione delle norme a tutela dei risparmiatori con una sentenza favorevole del Tribunale o dell'arbitro Consob, dopo un lungo negoziato con le associazioni dei piccoli investitori la norma è stata modificata. E si è appunto deciso di concedere il rimborso in maniera generalizzata, in virtù delle sopra citate «violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza». Il cosiddetto misselling, in altre parole, non andrebbe più verificato caso per caso. Questo automatismo, assieme all'apertura dei rimborsi anche per azionisti e imprese, si scontra con i limiti attuali della normativa bancaria europea ma la Commissione Ue avrebbe dato il via libera, tenendo però fuori un 10% dei risparmiatori coinvolti.

5 Aprile Apr 2019 0846 05 aprile 2019
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