Def E Manovra
Def e manovra
Giovanni Tria Def Flat Tax 2019 Elezioni Europee

L'accordo di Tria con l'Ue prevede il rinvio della flat tax

Intesa sul Def. E accordo per rimandare il taglio delle imposte all'autunno. Appaiandolo però a una revisione della spesa. Cosa porta a casa Tria dai colloqui in Europa. 

  • ...

Accordo sul documento di programmazione economica, sì, ma flat tax rinviata a settembre e appaiata a una riforma destinata anche a rivedere la spesa, compensando in qualche modo il taglio delle tasse. Ma settembre vuol dire, con la fragilità dell'attuale governo e gli obiettivi a breve termine delle Europee 2019, che chissà se la si farà mai. Il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha spiegato in ogni caso che «La flat tax si farà in una riforma studiata per la manovra di settembre in cui ci sarà un riaggiustamento del sistema fiscale e anche della spesa». «Comparirà nella riforma che verrà disegnata con la legge di bilancio. Ma ovviamente è prevista», ha aggiunto. «È l'uomo giusto al posto giusto e al momento giusto», lo definisce il commissario Pierre Moscovici prima di entrare nell'incontro dei ministri che di Italia, stavolta, non parleranno. Nemmeno il collega olandese solleverà la questione, nonostante da dicembre abbia usato ogni occasione formale per ribadire il suo scetticismo sull'accordo tra Commissione e Governo sulla manovra 2019. Questa volta Tria atterra tra colleghi che ormai guardano a giugno, allo scenario politico post europee, e ai rischi potenziali di una Brexit di cui ancora non si conosce la forma. Il tema Italia, con l'economia che rallenta e il debito che sale, tornerà solo dopo maggio, ricordano i commissari.

Se l'accordo sui rimborsi ai truffati dalle banche contiene un'apertura all'Italia che va oltre le aspettative generali, c'è un altro fronte aperto a cui dedicarsi, ovvero quello dei conti pubblici. In un bilaterale con il vicepresidente Valdis Dombrovskis, Tria illustra le impostazioni del Def. E ricorda che «l'Italia si è già impegnata con la precedente legge di bilancio a rispettare le regole per i prossimi anni», quindi «gli obiettivi di rispetto delle regole sono confermati». Ovviamente, sottolinea, «con qualche cambiamento dovuto al fatto che il tasso di crescita è più basso». Ma anche quello non è un problema solo italiano: c'è "in tutta Europa e in particolare in Italia e Germania». La Commissione non può che prenderne atto, e con tutta probabilità sarà il motivo per cui nelle raccomandazioni di giugno non potrà chiedere una manovra correttiva all'Italia. Tria è fiducioso: «Non dovremmo avere problemi» ha detto, svelando che «secondo il disegno del Def che presenteremo, già esiste una compliance (rispetto) con gli obiettivi». Dombrovskis ha ricordato al ministro come sia importante che l'Italia resti almeno "largamente conforme" alle regole del Patto di stabilità. Significa che deve assicurare il debito su un percorso di discesa, anche se il Pil rallenta. Per Tria è proprio il motivo per cui è fondamentale ora concentrarsi sulle misure per la crescita, anche se gli effetti di queste ultime si materializzeranno solo nella seconda metà dell'anno. Ma già dal 2020, spiega, dovrebbe andare meglio: secondo le ultime stime Ocse, si dovrebbe ridurre il gap di crescita rispetto al resto d'Europa.

5 Aprile Apr 2019 1839 05 aprile 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso