Crisi Beni Rifugio

Quali sono i nuovi beni rifugio degli italiani

Non solo oro, mattone e opere d'arte. Tra gli investimenti mirati in tempi di difficoltà entrano vino, whisky e auto d'epoca. Lo scenario. 

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Bere per dimenticare? In tempi di crisi il vino, soprattutto quello buono, non si stappa: viene tenuto al sicuro in cantina, assieme a preziosi, quadri e auto d'epoca, in attesa di periodi migliori. Tutti beni rifugio: classici, come l'oro e il mattone e nuovi, come il whisky e il vino, scelti da un numero sempre maggiore di risparmiatori che non vogliono trovarsi esposti alla volatilità dei mercati. Ecco allora quali sono i beni cui ci si affida quando il barometro dell'economia inizia a segnare brutto tempo.

ORO, IL SALVAGENTE DURANTE LA CRISI DEI SUBPRIME

Questo metallo prezioso, nonostante nel corso del 2018 abbia subito notevoli ribassi, continua a rappresentare l'investimento più sicuro. Dal 2000 a oggi, fanno sapere da Borsa Italiana, ha moltiplicato il proprio valore per più di cinque volte, il Dollar Index, un indice che confronta il dollaro (valuta nella quale è prezzato l’oro) con le altre monete principali, è dimagrito di circa un terzo. Durante l'ultima crisi economica, in due anni l’oro salì del 15,8% rispetto al tracollo delle Borse mondiale che rasentò perdite del 60% (per la precisione, -59,1%).

ARTE, PERCHÉ SERVE METTERLA DA PARTE

Quando si parla di arte come investimento si cita sempre il caso del quadro di Jean-Michel Basquiat che venne acquistato nel 1975 per 10 mila dollari per poi essere rivenduto, nel 2017, a 110 milioni. Si tratta naturalmente di un caso più unico che raro. L'arte comunque resta saldamente al proprio posto tra i beni rifugio prediletti dai paperoni del Pianeta. Secondo il report 2018 Il mercato dell'arte e dei beni da collezione di Deloitte, «due collezionisti su tre dichiarano di comprare arte o oggetti da collezione per passione ma con attenzione al valore dell'investimento». Dopo un 2016 piatto, la ritrovata salute del settore delle aste è comprovata dalla forte crescita del fatturato complessivo a livello internazionale e dal grande interesse dei collezionisti nei confronti delle private sales (stimate in alcuni studi a circa il 70% delle vendite globali). Soltanto nel 2017, ben 752 opere (rispetto alle 472 del 2016) hanno superato i 2 milioni di dollari, con punte eclatanti come il Salvator Mundi di Leonardo Da Vinci passato di mano per 450,3 milioni di dollari.

VINO, UN MERCATO CHE VALE 11 MILIARDI

Non tutti possono permettersi l'acquisto di un'opera di Dalí o di una villa storica, spesso aggredite da una tassazione particolarmente feroce. È allora più facile rifugiarsi nel mercato dei vini: con poche centinaia di euro è possibile acquistare bottiglie pregiate, da tenere con cura, nella propria cantina, nella speranza che non diventino aceto. Secondo l'ultimo report della Knight Frank Luxury Investment, determinati lotti possono aumentare il proprio valore del 190% in 10 anni, contro il 78% di quadri e sculture. Emblematici i casi dello Chateau Margaux del 1787, le cui quotazioni hanno superato i 165 mila euro, o dello Chateau Lafite, sempre del 1787 (poco sotto i 120 mila euro), appartenuti al terzo presidente degli Stati Uniti d'America, Thomas Jefferson. Ma per fare buoni affari non è necessario ricorrere a uve pigiate prima dello scoppio della Rivoluzione francese: è sufficiente rivolgersi a buoni vigneti e, soprattutto, tenere d'occhio il meteo, perché sono proprio temperature, precipitazioni e giorni di sole a decretare le annate migliori (la vendemmia del 2017 non è annoverata tra le migliori, la siccità di quest'anno rischia di compromettere quella del 2019). Secondo il rapporto Industry Book 2019 di Unicredit realizzato in occasione di Vinitaly 2019, il mercato italiano vale 11 miliardi (quello francese si aggira attorno ai 22) e coinvolge 2.000 imprese.

WHISKY, UN VALORE AD ALTA GRADAZIONE

Se la Gran Bretagna trema per colpa della Brexit, la Scozia si dà al whisky. E non per dimenticare. Nell'ultimo anno le esportazioni sono state pari a 1,3 milioni di bottiglie per un controvalore di 4,7 miliardi di sterline. Europa e Usa restano i principali mercati, ma è l'Oriente a imprimere una accelerazione a questo settore, come viene sottolineato nel rapporto della Knight Frank Luxury Investment: «Le vendite di whisky scozzese in India, Cina e Singapore sono aumentate del 44%, 35% e 24% rispettivamente nella prima metà del 2018». Una buona bottiglia di puro whisky scozzese può persino aumentare il proprio valore del 400% in 10 anni, le più pregiate hanno superato quota 600%. Era finita sui giornali la vendita, lo scorso novembre da Christie’s a Londra, di una bottiglia di Macallan del 1926 battuta all'asta per 1,5 milioni di dollari. Ma non bisogna essere per forza magnati per fare buoni affari: l'attuale mercato consente speculazioni anche sul breve periodo dato che un singolo pezzo può crescere del 40% in 12 mesi. Non male se si considera che nello stesso periodo un orologio prezioso può al più accrescere il proprio valore del 5%, un'auto di lusso del 2%.

MATTONE A DUE VELOCITÀ

Un altro bene rifugio cui gli italiani non rinunciano è il mattone. Sappiamo che l'ultima crisi ha eroso parecchio anche il mercato immobiliare. Come fa notare Borsa Italiana, «non è sempre corretta la convinzione che nel tempo gli immobili si apprezzino inevitabilmente. Il vantaggio economico dipende dal prezzo di acquisto dell’immobile, dal confronto con i prezzi alternativi degli affitti pagati, dai limiti di liquidabilità del bene e da altri fattori. Mercati in cui l’investimento immobiliare può avere una elevata valenza speculativa, come quelli anglosassoni o asiatici, possono registrare variazioni nei prezzi del mattone molto maggiori di quelli in Paesi dalla struttura diversa, come l’Italia. In quei contesti l’asset immobiliare è considerato più facilmente come una differenziazione del portafoglio, magari in chiave anticiclica». La situazione immobiliare italiana fotografa più di tanti altri indicatori l'esistenza di un Paese a due velocità, con il Nord caratterizzato da un mercato vivace e dai prezzi in continuo aumento e un Meridione in piena stagnazione. Secondo l'ultimo rapporto di Abitare Co., soltanto a Milano nell'ultimo anno il valore immobiliare è cresciuto del 6,4% rispetto al 2017, attestandosi su un valore medio di 5.250 euro al metro quadro. Le compravendite sono cresciute soprattutto in centro città, segnando un aumento del 9,8% con valori sui 10.150 euro al metro quadro. E se in molte parti d'Italia i cartelli “Vendesi” sbiadiscono alla luce del sole, nel capoluogo lombardo le trattative durano in media tre mesi, tanta è la fame di abitazioni, supportata dalla sicurezza che, in caso di bisogno, la vendita sarà altrettanto rapida.

AUTO D'EPOCA, UN HOBBY NON SOLO PER MILIONARI

Se si ha la passione per la meccanica e un garage sufficientemente grande, non è così difficile iniziare a collezionare auto d'epoca, recuperando modelli dagli sfasciacarrozze da rimettere in sesto con pezzi di ricambio originali. Un buon restauro permette di ritrovarsi al volante di un vero e proprio gioiellino. Sempre secondo la Knight Frank Luxury Investment, un'auto d'epoca può, in 10 anni, aumentare il proprio valore del 334%. E non è necessariamente un hobby per milionari: l’Asi (Automotoclub storico italiano) conta 202 mila iscritti per circa 375 mila veicoli d'epoca. Il giro d’affari complessivo è di 2,2 miliardi di euro, secondo le cifre divulgate durante il convegno Il futuro del motorismo storico italiano di settembre 2018 cui partecipò, forse non a caso, anche il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Del resto, chi meglio di lui può sapere se sia il caso di fare incetta di beni rifugio?

8 Aprile Apr 2019 0700 08 aprile 2019
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