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I dati Istat sulla produzione industriale di febbraio 2019

Rispetto a gennaio è cresciuta dello 0,8%, +0,9% su base annua. Bene abbigliamento, tessile ed elettronica. In forte calo i prodotti petroliferi raffinati. 

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Continua a crescere a febbraio la produzione industriale, che segna la seconda variazione congiunturale positiva (+0,8%) dopo quattro mesi di cali. Secondo i dati Istat anche su base annua c'è una modesta dinamica espansiva, con un aumento dello 0,9% rispetto a febbraio 2018, sostenuta principalmente dal buon risultato ottenuto dai beni di consumo (+4,7% su base annua, +3,2% sul mese) e, in misura inferiore, dai beni strumentali (+1,5% su anno, +1,1% sul mese). Diminuisce invece in modo marcato l’energia (-4,1%) mentre più moderata è la diminuzione dei beni intermedi (-1,1%).

BENE TESSILE E ABBIGLIAMENTO, MALE I PRODOTTI PETROLIFERI RAFFINATI

I settori di attività economica che registrano le variazioni tendenziali positive più rilevanti sono le industrie tessili, l'abbigliamento, pelli e accessori (+11,7%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+5,3%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,4%). Al contrario, le flessioni più ampie si registrano nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-13,9%), nell’industria del legno, della carta e stampa (-5,4%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-2,8%). I tecnici dell'Istat sono ottimisti: alla luce dei risultati dei primi due mesi dell'anno, è infatti difficile che la produzione industriale nel primo trimestre non sia in crescita. «Anche con un brutto calo come quello tendenziale del 6% previsto da Confindustria per marzo, avremmo un primo trimestre positivo», osservano dall'istituto di statistica.

«Dopo la crescita dell'1,9% di gennaio l'indice Istat della produzione industriale ha fatto registrare in febbraio un incremento dello 0,8%. Queste crescite, pur inserendosi in un contesto di dati statistici prevalentemente negativi, rendono meno probabile che il dato sul Pil del primo trimestre 2019 faccia registrare la terza contrazione congiunturale consecutiva che sancirebbe il passaggio dalla recessione tecnica alla recessione conclamata», conferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor. «Se infatti il Pil nel primo trimestre 2019 non accusasse un calo sul trimestre precedente lo scenario che si prospetterebbe non sarebbe più di recessione conclamata, ma semplicemente di stagnazione».

10 Aprile Apr 2019 1248 10 aprile 2019
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