Fondo Autosufficienza News Governo Disabilità

Fondo per la Non Autosufficienza, una coperta sempre troppo corta

L'aumento previsto è una goccia nel mare, manca un piano nazionale e la definizione dei livelli minimi di assistenza. Ma dal governo, per ora, solo promesse e speranze.

  • ...

Il Comitato 16 novembre onlus proprio non ha digerito le ultime decisioni del governo in merito alla gestione del Fondo nazionale per la non autosufficienza (Fna) e il presidio di protesta organizzato pochi giorni fa proprio sotto la sede del ministero dell'Economia e delle Finanze ne è la dimostrazione lampante.

Le risorse economiche che l'esecutivo ha previsto hanno il sapore dell'ennesimo zuccherino offerto per ammansire chi da tempo chiede un'ampia revisione del Fondo sia dal punto di vista della quantità di denaro erogato sia per quanto riguarda la gestione dello stesso rispetto ai tipi di intervento finanziati dalla misura: 573 milioni di euro – tale è la cifra attualmente destinata a coprire i costi degli interventi a sostegno delle persone non autosufficienti nel 2019 - circa 4 milioni di cittadini – è sicuramente meglio di niente ma non può ritenersi una misura adeguata alle necessità del Paese.

I 573 milioni di euro destinati a sostegno delle persone non autosufficienti nel 2019 sono sicuramente meglio di niente ma non sono sufficienti alle necessità del Paese

È vero infatti che si tratta di un investimento maggiore rispetto agli anni precedenti ma l'incremento è veramente esiguo e non certo proporzionato al numero dei destinatari che invece è in costante crescita. Il Fna finanzia tutti quei progetti rivolti a persone con «gravissima disabilità e ad anziani non autosufficienti al fine di favorirne una dignitosa permanenza presso il proprio domicilio evitando il rischio di istituzionalizzazione, nonché per garantire, su tutto il territorio nazionale, l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali».

IL REDDITO DI CITTADINANZA TOGLIE RISORSE AI NON AUTOSUFFICIENTI

L'Italia è un Paese che invecchia, le persone anziane non autosufficienti sono molto più numerose rispetto a 13 anni fa, quando il fondo è stato istituito, e purtroppo non basta allungare di pochi centimetri la coperta per riuscire ad avvolgere tutti. E qui mi pongo una domanda: anziché inventarsi il reddito di cittadinanza, la cui probabilità di accesso per i cittadini con disabilità, per esempio, si è rivelata una farsa il governo non avrebbero potuto potenziare in misura maggiormente significativa i fondi già esistenti, per esempio quello per la Non Autosufficienza? Così invece il rischio per le persone con disabilità è di avere sul piatto due pietanze che unite insieme non riusciranno a raggiungere l'apporto calorico di una sola.

Spiegato fuor di metafora, non sono sicura che i due provvedimenti riescano a coprire efficacemente le esigenze della vasta platea di destinatari a cui ambiscono. Fna e reddito di cittadinanza sono indubbiamente misure molto diverse tra loro in termini di finalità, modalità di erogazione e di destinatari delle risorse: il primo è ripartito tra le Regioni e serve ad assicurare i costi dei servizi di assistenza socio-sanitaria rivolti a persone con disabilità e ad anziani non autosufficienti; il secondo è un'erogazione monetaria destinata ai cittadini meno abbienti.

Che senso ha elargire qualche briciola economica in più a poche famiglie quando almeno una parte delle risorse del Rdc avrebbe potuto essere usata per rimpolpare ulteriormente un Fondo già esistente?

Eppure secondo me sono in qualche modo collegati. Che senso ha, infatti, elargire qualche briciola economica in più a poche famiglie (solo quelle composte da almeno quattro componenti di cui almeno uno con disabilità grave) quando almeno una parte delle risorse del Rdc avrebbepotuto essere usata per rimpolpare ulteriormente un Fondo già esistente e finalizzato a migliorare servizi destinati a milioni di cittadini? È un'opinione da non addetta ai lavori e come tale dev'essere valutata ma tutta questa suddivisione di risorse mi puzza di spreco.

IL TAVOLO NAZIONALE PER LE NON AUTOSUFFICIENZA CONVOCATO PER PASQUA

È vero anche che l'incapacità dell'Fna di sopperire adeguatamente alle necessità delle persone non autosufficienti è storica: nessuno degli esecutivi che si sono succeduti dal 2006 ad oggi ha mai brillato in fatto di politiche per la non autosufficienza. Prevedere un bilancio di spesa e mettere a disposizione delle risorse economiche non basta. I soldi bisogna saperli gestire e finora nessuno dei nostri governanti, tanto i presenti quanto chi li ha preceduti, ha dimostrato molto senno e lungimiranza in questo. Non sono state mai avviate delle politiche anti sprechi realmente efficaci ed è sempre mancata una programmazione precisa e puntuale rispetto all'individuazione delle priorità da seguire nell'adozione delle linee strategiche di intervento. Da sempre, ad esempio, si registrano grosse discrepanze nella modalità di erogazione del Fondo a livello regionale, soprattutto tra Nord e Sud.

Da sinistra, Vincenzo Zoccano e Mara Carfagna.

A fronte di amministrazioni regionali che riescono a usare le risorse a loro assegnate in modo virtuoso, molte altre non ricevono pari sostegno o non sono in grado di usarlo per migliorare la qualità e la quantità dei servizi offerti. Bisognerebbe gestire al più presto questi aspetti critici, non è che il “vil denaro” si amministri da solo. Il Comitato 16 novembre lo sa bene. Infatti, oltre a chiedere l'aumento del Fondo, sta invocando a gran voce l'immediata convocazione del Tavolo nazionale per la non autosufficienza (già peraltro esistente e previsto per legge), il cui obiettivo dovrebbe essere quello di redigere un piano nazionale al fine di livellare le disparità regionali nella distribuzione delle risorse e stabilire i livelli essenziali di assistenza (Lea) da garantire in tutto il Paese. Ma l'associazione non è l'unica a farsi portavoce di questa richiesta.

Il Comitato 16 novembre oltre a chiedere l'aumento del Fondo, sta invocando a gran voce l'immediata convocazione del Tavolo nazionale per la non autosufficienza

Anche Roberto Speziale, coordinatore della Consulta disabilità Forum Terzo settore, ad esempio, auspica la creazione del piano, evidenziando il limite di un'allocazione delle risorse anno per anno tramite un mero riparto tra le Regioni. Il viceministro alla Famiglia e alla Disabilità, Vincenzo Zoccano, promette di convocare dopo Pasqua il tavolo per la non autosufficienza, che porterà a lavorare a un piano specifico e cambiare i criteri di riparto del Fna. Si augura anche che il ministro dell'Economia Giovanni Tria possa rispondere al più presto rispetto alla necessità di portare il Fondo a 700 milioni, come richiesto dal Comitato 16 novembre. Che questo governo sia molto competente nel formulare promesse e speranze, lo abbiamo capito già da tempo. Chissà se riuscirà mai a dimostrarci uguale abilità anche nei fatti.

13 Aprile Apr 2019 1440 13 aprile 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso